Export: sotto la soglia dello zero. Mai così male dal 2009

ROMA. – Le esportazioni non crescono più: il bilancio dell’intero 2013 vede comparire la temuta linea del meno davanti alla voce export, che va sotto la soglia dello zero, anche se solo per un decimale (-0,1%). Insomma il Made in Italy, l’ancora di salvezza della nostra economia, non ha potuto fare altro che limitare le perdite. E per trovare un risultato peggiore bisogna tornare indietro al 2009, che segnò la debacle del commercio estero, travolto dalla ‘tempesta perfetta’. Nel tirare le fila dello scorso anno però l’Istat segnala anche un dato positivo, il record registrato dal surplus negli scambi, che raggiunge quota 30,4 miliardi di euro, il valore più alto dal lontano 1996. Ma il merito non va al bottino conquistato con le vendite di prodotti italiani, appunto in stallo. L’avanzo è solo la conseguenza del crollo delle importazioni, scese del 5,5%. Anche in questo caso si tratta del ribasso più forte da quattro anni. Eppure l’ultimo mese del 2013 ha fatto registrare un rimbalzo rispetto a novembre, con l’export salito del 5,1% e gli acquisti del 3,6%. Anche il confronto annuo è andato bene, con le vendite aiutate dalla performance delle macchine utensili, vero traino del Made in Italy, piazzate con successo in Stati Uniti, Germania e Polonia. Ma non è bastato per recuperare il terreno perso durante tutto l’anno, che è apparso quasi sempre zoppicante. In realtà dopo l’exploit del 2010 le esportazioni hanno pian piano frenato e dopo l’aumento del 3,8% con cui avevano chiuso il 2012 si sono arenate sulla soglia della ‘crescita zero’. Guardando alla mappa delle esportazioni, nel 2013 hanno sofferto soprattutto le direttrici che portavano alla Svizzera (-10,8%) e all’India (-11,1%). Mentre hanno funzionato gli sbocchi dell’area Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Venezuela) con un rialzo a doppia cifra (+14,7%). Quanto agli acquisti l’Italia ha tagliato un po’ dappertutto. Di certo forte è stata la riduzione dei flussi commerciali provenienti dai Paesi Opec (-29,3%), esportatori di petrolio. I dati dell’Istat fanno comunque sorridere qualcuno, con le associazioni degli agricoltori che esprimono soddisfazione per le vendite oltre confine dei prodotti alimentari che segnano un aumento del 5,3%. Coldiretti sottolinea lo sprint del vino, con le vendite che raggiungono ”un valore attorno ai 5 miliardi di euro”. Sulla stessa linea Confagricoltura e Cia-Confederazione italiana agricoltori. Ma ottimi risultati sono stati messi a segno anche da farmaci (+13,8) e autoveicoli (+5,3%).

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