Sochi: l’Italia di Arianna, bronzo di gruppo

SOCHI (RUSSIA).  – Il cinque battuto, il grido ‘a bomba’ e giù lame, ghiaccio e spintoni fino al podio olimpico. Lo short track formato pizzoccheri e polenta taragna stavolta è affare di gruppo: in mezzo la collezionista di medaglie, Arianna Fontana, la regina in azzurro di questi Giochi di Sochi, che con il bronzo nella staffetta 3000 metri fa tris dopo l’argento nei 500 e il terzo posto sui 1500. Ma qui il gioco è corale perché nella giostra di cambi, manate e cadute la ribalta è anche per Elena Viviani, Martina Valcepina e Lucia Peretti. Denominatore comune tra le quattro azzurre i pattini e la Valtellina: lungo i 10 km che dividono Sondalo e Berbenno, un fazzoletto di terra in provincia di Sondrio, si è forgiata la squadra che porta un altro podio a Casa Italia. Una prova in cui, quattro team al via per tre posti buoni, ancora una volta è servito rimettersi in piedi dopo una caduta; a finire sul ghiaccio di nuovo la Fontana, come era avvenuto sui 500 metri. La coreana allarga troppo le gambe, l’azzurra si impunta sui pattini e finisce giù. Cina, Corea e Canada prendono il largo, ma l’Italia non smette di dare gas. Il traguardo segna quarte, ma la roulette dello short track regala sempre qualche attimo di suspance: perché la Cina, campione in carica, è seconda ma squalificata per una scorrettezza ai danni delle coreane. Classifica riscritta e azzurre sul podio. “Quando non possiamo giocarcela fino alla fine non è la stessa cosa – dice uno dei due tecnici canadesi in azzurro, Kenan Goudec – ma una medaglia è sempre una medaglia”. La terza in una sola edizione dei Giochi per la Fontana che ha centrato in scioltezza anche il passaggio ai quarti dei 1000 metri e venerdì prova l’assalto a uno storico poker. “Certo che ci penso ma l’obiettivo resta entrare in finale – dice la Fontana della prossima gara – Del futuro non so, certo se chiudessi qui la mia carriera sarei comunque contentissima, di soddisfazioni vissute tante”. Manca l’oro: “Ripenserei all’occasione mancata nei 500” sorride. Ma adesso c’è la medaglia del gruppo da festeggiare: “Mi sono ritrovata la coreana con le gambe larghe e ho inciampato – racconta del momento thrilling – ma nonostante la caduta non abbiamo mollato, abbiamo proseguito forte: ci aspettavamo la squalifica della Corea, è arrivata quella della Cina e eccoci con la medaglia. Siamo partite con la convinzione di potercela fare”. Un’orchestra di quattro elementi che sul ghiaccio non può steccare: fuori dagli ovali gelati un mix di passioni. C’è Elena chiacchierona sempre allegra e divoratrice insaziabile di libri (a Sochi ha portato un best seller di Haruki Murakami e ancora Baricco e Erri De Luca), Arianna shopper seriale di scarpe, Martina capace di resettare ogni volta che qualcosa non va, Lucia la più silenziosa. E poi Cecilia Maffei, che in pista non è scesa, ma fa da chioccia al gruppo e rassetta il caos della stanza dove Arianna e Elena condividono ansie e risate. “Se non la sentiamo parlare c’è qualcosa che non va”, scherza la Fontana parlando della Viviani, che a Sochi si è ritrovata tutta la famiglia, compreso papà Gabriele sbarcato per ultimo e finito in tribuna vip a urlare il nome di sua figlia. Tutte si ritroveranno il 31 maggio al matrimonio di Arianna, che sposerà Anthony Lobello, ora compagno di nazionale e presto di vita. A Sochi il rito fatto di pacche e carica collettiva è finito sul podio, in mezzo la regina dei pattini e dell’Italia a cinque cerchi. (dell’inviata Alessandra Rotili/ANSA)

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