Arrestato l’italo venezolano Gabriel Gallo, appello delle Miss

CARACAS  – Ancora tensione alta, agitazione in piazza e proteste con la conseguente brutale repressione. E tutto malgrado gli appelli alla pace, a cui si sono associate perfino un centinaio di ex Miss e regine di bellezza. In Venezuela il clima politico continua ad essere arroventato, mentre la crisi economica non conosce tregua. Oggi nuovamente la protesta di piazza, questa volta convocata dalla ‘Mesa de la Unidad’.

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, reagisce denunciando un “golpe fascista”, dispiegando unità militari nella regione dove è nata la protesta giovanile e ordinando l’espulsione dal paese dei giornalisti della CNN, mentre si moltiplicano le denunce dei manifestanti contro la polizia.

A Carabobo, uno studente ha raccontato di essere stato stuprato con la canna di un fucile dopo il suo arresto. Mentre dallo Stato Yaracuy arriva la denuncia dell’arresto dell’italo-venezolano Gabriel Gallo, anch’egli, come Giuseppe Di Fabio – il giovane consigliere comunale di Maneiro in carcere ormai da qualche settimana – dirigente di “Voluntad Popular”. Le ragioni dell’arresto di Gallo ancora non sono state rese note.

“Anni fa il Venezuela era noto come il paese con le donne più belle del mondo: ora é in testa alla lista dei paesi più violenti del pianeta”, ricordano le Miss in un video che si presenta “non come un’iniziativa politica, ma come una esigenza di pace per il nostro amato paese”.

Agli appelli alla calma si è associata anche l’Alto Rappresentate Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton, che si è detta “preoccupata” per la violenza in Venezuela, “allarmata per l’arresto di studenti e dirigenti politici”  mentre gli on. Marco Fedi, della Commissione Esteri,  e Fabio Porta,  Presidente Comitato italiani nel Mondo e Promozione del Sistema Paese, hanno  sollecitato, come si legge nel comunicato inviato a questa Redazione  “l’Ambasciatore d’Italia a Caracas, dottor Paolo Serpi, affinché disponesse tutte le misure di protezione e di assistenza prevista dall’ordinamento a favore del Signor Di Fabio”.

La logica dello scontro sembra prevalere sugli appelli alla pace: oggi avranno luogo manifestazioni di protesta a Caracas e in altre città del paese organizzate dalla coalizione ‘antichavista’ Mud; mentre Maduro ha lanciato l’idea di una “marcia nazionale delle donne” per la stessa giornata: le due iniziative sono annunciate in nome della pace e contro la violenza, ma si teme comunque la possibilità di scontri e repressione.

A Tachira, lo stato da dove è partita la contestazione studentesca a inizio febbraio, il governo ha inviato una unità di paracadutisti e perfino aerei da guerra “in missione di pacificazione”, denunciando una nuova minaccia golpista appoggiata dall’opposizione locale: in questo caso si parla addirittura di paramilitari colombiani infiltrati attraverso la frontiera per causare disordini.

Governo e opposizione continuano ad accusarsi a vicenda: Maduro è tornato a denunciare quello che ha definito “il modello del golpe lento”, di cui la protesta studentesca non sarebbe che l’ultimo capitolo, mentre secondo Volontà Popolare -il partito di Leopoldo Lopez, il leader arrestato e accusato di istigazione alla violenza- e gli studenti le forze dell’ordine e i gruppi armati del chavismo sono responsabili di una violenta repressione del dissenso.

Secondo il governo l’azione dei “golpisti fascisti” è accompagnata da una “campagna di disinformazione” dei media non governativi, e così dopo che Maduro ieri ha accusato la CNN di “propaganda di guerra”, oggi la corrispondente locale del canale americano ha informato che il Ministero per la Comunicazione ha revocato tutti gli accrediti dei giornalisti della sua testata. Anche il popolo della rete, sebbene circoscritto per il momento a quello del Tachira, sarebbe messo con le spalle al muro. Ed infatti, il segnale Internet è stato oscurato, così come automaticamente i twitter attraverso il quali si diffondono le notizie che i mass-media non possono trasmettere. Purtroppo, come accade in queste occasioni, assieme a informazioni veritiere non mancano quelle allarmanti e prive di fondamento.