Finanziamento illecito, indagati Polverini e Alemanno

Pubblicato il 22 febbraio 2014 da redazione

ROMA. – Un’operazione di telemarketing politico, celata da un falso sondaggio, svolta nel 2010, in prossimità delle elezioni regionali del Lazio, rischia di mettere nei guai l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’ex governatore Renata Polverini. I due esponenti di centrodestra sono indagati dalla procura di Roma per finanziamento illecito ad un politico nel quadro di accertamenti dei pm Paolo Ielo e Mario Palazzi incentrati su una provvista da 30 mila euro commissionata dalla società di consulenza “Accenture” alla Coesis a favore del listino dell’ex presidente della Regione Lazio. Per questa vicenda sono finiti agli arresti domiciliari Fabio Ulissi, storico collaboratore dell’ex sindaco, e Giuseppe Verardi, ex manager della “Accenture”. Il pagamento, secondo quanto accertato dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dei carabinieri del Ros, sarebbe avvenuto per il tramite di Ulissi. L’inchiesta, che verte anche su alcune ipotesi di frode fiscale, conta complessivamente nove indagati, ma nell’ordinanza di custodia ne sono indicati sette: oltre a Polverini, Alemanno, Ulissi e Verardi ci sono Francesco Gadaleta, Luca Ceriani e Angelo Italiano, tutti, all’epoca dei fatti, di “Accenture”. Secondo il gip Costantino De Robbio, che ha firmato le due misure domiciliari, l’operazione di telemarketing “al di là degli eventuali scopi futuri” ha portato “inequivocabilmente un’utilità economicamente apprezzabile al gruppo politico di riferimento di Alemanno e Polverini, non solo per il risparmio della somma di denaro che Accenture ha corrisposto a Coesis e di cui non ha ricevuto rimborso da parte dei beneficiari, ma altresì per gli indubbi vantaggi indiretti (assai più rilevanti economicamente) derivanti dall’accresciuto consenso politico”. Per il gip Alemanno sarebbe stato il “regista dell’ operazione” in quanto – si legge nell’ordinanza – avrebbe “contattato la società Accenture e commissionato un’attività di ‘sondaggio’ senza pagarne il corrispettivo e lucrando dunque in favore del gruppo politico di appartenenza”. Nel provvedimento si sottolinea che il contenuto delle mail scambiate tra le società coinvolte nella vicenda “consente di affermare con certezza che il ‘sondaggio’ era in realtà una vera e propria attività di telemarketing, volta a promuovere la lista del Pdl e del candidato alla presidenza della regione Renata Polverini in vista delle elezioni regionali”. “Ho completa fiducia nella magistratura e sono sicura che, se c’è una indagine, verrà provata la mia estraneità ai fatti” ha commentato Renata Polverini, attuale parlamentare di Forza Italia. Dal canto suo Alemanno ha dichiarato di non sapere “assolutamente nulla di queste vicende” precisando di non essersi “occupato del finanziamento della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010”. “Attendo quindi con fiducia – ha concluso- gli sviluppi del lavoro della magistratura che confermeranno la mia estraneità a ogni addebito”. Diversi attestati di vicinanza sono arrivati alla Polverini: Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha detto di avere fiducia nei confronti della sua collega e della sua onestà. Per Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, “Renata Polverini è persona seria e più che corretta. E poi ancora dai deputati forzisti Ignazio Abrignani e Daniele Capezzone. Solidarietà ad Alemanno è arrivata da Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia – AN che si detto certo “saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati”.  (Francesco Tamburro/ANSA)

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