Libero Giuseppe Di Fabio. Proseguono le proteste in tutto il Venezuela: 9 i morti

CARACAS – “Giuseppe Di Fabio è stato liberato oggi alle 16:30, dopo essere stato riportato all’Isola di Margarita. E’ in libertà condizionata. Non potrà partepare a manifestazioni né rilasciare dichiarazioni alla stampa. In questo momento, è a casa, di nuovo nel calore della famiglia. E’ in buone condizioni di salute, se si prende in considerazione quanto dura sia la carcere in Venezuela. Domani, comunque, si sottoporrà ad una visita medica integrale”. Così, con poche parole, l’avvocato, Diomedes Potentini, raggiunto telefonicamente dalla Voce, ha confermato la notizia della liberazione del consigliere italo-venezuelano del Comune di Maneiro (Isola di Margarita), Giuseppe Di Fabio.

L’avvocato Potentini ha anche spiegato che Giuseppe Di Fabio, arrestato  il 3 febbraio con l’accusa presunta di associazione a delinquere, istigazione alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale, dovrà presentarsi ogni 30 giorno al “Tribunal de Control”. Secondo le autorità venezuelane, Di Fabio avrebbe partecipato a una manifestazione di fronte l’albergo Venetur di Porlamar, sull’isola Margarita. Nella struttura alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla “Serie del Caribe”.

Del caso si era occupata anche il Consolato Generale d’Italia, attraverso la Console Reggente, Jessica Cupellini.

Resta in carcere, Gabriel Gallo, l’italo-venezolano anch’egli leader di Volunta popular, arrestato nei giorni scorsi nello Stato Y aracuy.

Intanto, a Caracas, ma anche nelle maggiori città del Paese, proseguono le manifestazioni di protesta contro il governo del presidente Maduro. Mentre un corteo di “Donne per la Pace” si dirigeva al Palacio de Miraflores, per esprimere il proprio sostegno al capo dello Stato, Nicolàas Maduro; un fiume umano straripante colmava l’Av. Francisco de Miranda, nel tratto che attraversa il quartiere di classe media Los Palos Grandes. La manifestazione, pacifica, era stata organizzata dalla Mesa de la Unidad, espressione moderata dell’opposizione.

Nel corso della manifestazione di proteste, nella quale sono stati scanditi slogan contro il governo e si è chiesto la fine della brutale repressione contro gli studenti e l’arrestoo dei “colectivos” – gruppi di motociclisti armati che fino ad ora avrebbero agito indisturbati e ai quali l’opposizione attribuisce la morte di numerosi manifestanti -, hanno preso la parola la deputata Maria Corina Machado, per la quale il Parlamento studia il ritiro dell’immunità parlamentare; Lilian Tintori, la giovane italo-venezolana moglie di Leopoldo Lòpez – il leader di Voluntad Popular in carcere con l’accusa di essere l’autore intellettuale delle proteste studentesche -, e Henrique Capriles Radonski, governatore dello Stato Miranda ed uno dei maggiori leaders dell’Opposizione.

Capriles Radonski ha criticato aspramente la condotta repressiva delle forze dell’ordine, ha denunciato le presunte torure di cui sono state vittime gli studenti arrestati (con nome e cognome), e assicurato che “continuerà a lottare affinché leopoldo Lòpez sia di nuovo messo in libertà”.

Capriles ha anche denunciato la repressione contro i mass-media e le minacce contro giornalisti e giornali.

Dopo la morte della giovane Geraldine Moreno, colpita nel viso da una pallottola di gomma sparata presuntamente da un Guardia nacional, si prevede che le proteste proseguano con la stessa intensità nei prossimi giorni. Geraldine Moreno è la nona vittima delle proteste iniziate a San Cristobal e che si sono allargato a macchia d’olio infuocando tutto il paese.

Domani, per la seconda domenica consecutiva, giovani venezolano-italiani, saranno protagonisti di un sit-in in San Pietro.

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