Per scuole allarme edilizia, una su 7 è lesionata

ROMA. – Per risanare il patrimonio di edilizia scolastica serviranno risorse ingenti, dell’ordine di miliardi di euro: è questo il dato che emerge dai rapporti che associazioni ed enti locali hanno realizzato nel corso degli ultimi mesi sulle scuole italiane che, secondo gli ultimi dati di Cittadinanzattiva, hanno lesioni strutturali in un caso su sette. L’annuncio del premier Matteo Renzo di una “lettera ai colleghi sindaci, 8 mila, e ai presidenti delle province sopravvissuti” per un “programma straordinario” partendo proprio dalle esigenze del territorio va proprio in questa direzione: d’altra parte, sono stati proprio i sindaci, meno di un mese fa, ha sollecitare di nuovo il governo ad intervenire sull’edilizia straordinaria, una “emergenza nazionale” che, spiegava l’Anci, “non può essere affrontata con finanziamenti altalenanti e comunque, nonostante gli sforzi messi in campo negli ultimi mesi, non commisurati alle effettive necessità”. L’Anci ha parlato di più di “600 milioni di euro da assegnare per programmi attivati da anni che opportunamente sbloccati consentirebbero di intervenire laddove necessario. Mentre il fondo unico nel quale avrebbero dovuto confluire tutte le risorse destinate a finanziare l’edilizia scolastica previsto nel 2013 – conclude l’Associazione dei Comuni italiani – non è ancora stato attivato”. Che qualcosa si sia mosso già nei mesi scorsi viene testimoniato dai 450 milioni stanziati dal governo Letta e dal Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica del Miur, che ha ricevuto il via libera in Conferenza Unificata il 6 febbraio. Ma i dati del disastro del patrimonio scolastico sono evidenti e messi nero su bianco da Legambiente: oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% ha bisogno di interventi di manutenzione urgente, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico, il 40% è priva del certificato di agibilità, e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi. Rincara Cittadinanzattiva: una scuola su sette ha lesioni strutturali, in una su cinque ci sono distacchi di intonaco e nel corso dell’ultimo anno scolastico la tragedia è stata sfiorata ben 29 volte a causa di crolli di diversa entità. Migliorano i dati sul possesso delle certificazioni, ma peggiora lo stato di manutenzione delle scuole che nel 39% dei casi è del tutto inadeguato: muffe, infiltrazioni e segni di umidità colpiscono un’aula su cinque. Un terzo delle scuole, infine, ha subito atti di vandalismo. Le situazioni sono le più disparate: si va dall’Istituto comprensivo Porto Romano, plesso Coni Zugna, di Fiumicino con presenza di amianto e ancora nessuna azione di bonifica in atto, alla Primaria Dino Liotta di Licata appena ristrutturata, con pannelli solari, aria ionizzata e finestre oscuranti. Dal Rapporto di Cittadinanzattiva emerge infine che nell’ultimo anno dalle famiglie sono arrivati circa 390 milioni di euro, sotto forma di contributo volontario (con un importo medio che va dai 50 euro nella scuola dell’infanzia ai 100 euro nelle superiori) o donazione di materiali e beni. 

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