L’Unione Europea taglia stime Pil Italia, disoccupazione sale ancora

STRASBURGO. – Peggiora la crescita, aumenta il debito, sale la disoccupazione ma il deficit migliora: le nuove stime economiche della Commissione europea non sono certo una buona notizia per il Governo Renzi appena insediato ma lanciano una sfida al neoministro Pier Carlo Padoan che il commissario agli affari economici Olli Rehn chiama direttamente in causa. Lui “sa cosa fare in Italia per rilanciare la crescita”, suggerisce Rehn, che rifiuta di fare aperture repentine al nuovo esecutivo: “Non ho nessuna nuova notizia da dare all’Italia” sul fronte del risanamento, vale “quanto detto in passato, cioè deve abbattere l’elevato debito con un aggiustamento maggiore”. E il titolare del Tesoro recepisce subito il messaggio: le stime Ue “sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico”, fa sapere in una nota il Mef. Quello che preoccupa Bruxelles per quest’anno è la disoccupazione che aumenta (12,6%) e la crescita più bassa delle attese (+0,6%), mentre il resto della zona euro si riprende molto più in fretta tanto che le stime per Eurolandia sono riviste al rialzo (+1,2 nel 2014 e +1,8 nel 2015). Così, mentre Rehn annuncia che “la ripresa economica in Europa continuerà a a rafforzarsi”, l’Italia finisce tra quei Paesi dove “resterà modesta”. C’è poi l’altro fronte su cui la Commissione insiste: il debito raggiungerà un nuovo picco nel 2014 (133,7%) e scenderà leggermente nel 2015 (132,4%). E l’effetto delle privatizzazioni (-0,5%) è già incluso, così come quello del pagamento dei debiti della PA del 2013 (+1,6%). E’ per questo che Rehn rinnova l’invito all’Italia ad abbattere la spesa, e annuncia che il 5 marzo sugli squilibri macroeconomici italiani sarà pubblicato un focus che insisterà proprio su debito e aggiustamento strutturale che migliora per il 2014 ma peggiora di nuovo nel 2015. E’ proprio da questo dato che si determina la discesa a lungo termine del debito: lo 0,6 di aggiustamento strutturale che Bruxelles prevede nel 2014, diventa 0,8 nel 2015 “a politiche invariate”, cioè se il Governo non interviene con tagli alla spesa. Bisogna sempre ricordare infatti che l’Italia nel 2015 deve raggiungere il suo cosiddetto ‘obiettivo di medio termine’ (MTO), che è il pareggio di bilancio in termini strutturali. Più si avvicina all’obiettivo, più il debito scende, meno si rischia di andare incontro alla procedura per debito eccessivo che scatterebbe dal 2015. La buona notizia è però sul deficit, che migliora: 2,6% quest’anno e 2,2% nel 2015 grazie “al calo di spread e interessi sul debito”, scrive l’Ue. Il che lascia aperta la porta per un eventuale trattativa del Governo per conquistare margini di spesa. Magari in cambio delle “riforme cui si accinge il Governo” che ricorda oggi il Mef. La strada la indica il presidente della Commissione José Barroso: “Ridurre la burocrazia, semplificare i sistemi i fiscali spostare l’onere fiscale dal lavoro”. Intanto è andata bene la prima asta di titoli di Stato col nuovo governo Renzi. Il Tesoro ha venduto tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz dicembre 2015 con tassi in calo sotto l’1% al minimo storico dello 0,822%.  (dell’inviata Chiara De Felice/ANSA)