Bitcoin nel caos, salta sito di scambi e hacker in azione

ROMA. – Vive di scambi finanziari online, si sta diffondendo in tutto il mondo, Italia compresa, non è regolata da nessuna banca o governo. E quest’ultimo elemento sta forse portando sempre più instabilità e una sorta di effetto domino. E’ un momento di caos per i Bitcoin, che stanno probabilmente vivendo le giornate più ‘buie’ da quando sono stati inventati nel 2009. Mt.Gox, una delle principali piattaforme di scambio della moneta virtuale è saltata in queste ore e sono ‘spariti’, grazie ad una falla nel sistema in cui si sono insinuati gli hacker, l’equivalente di 350 milioni di dollari. Proprio ieri, dopo una serie di contestazioni, il numero uno della piattaforma, Mark Karpeles, si è dimesso dal board della Fondazione che tutela la criptomoneta. Mt.Gox, la piattaforma per gli scambi della moneta virtuale, una delle maggiori, con base a Tokyo, risulta al momento non disponibile: è sparita nel nulla, insieme al suo account Twitter che è stato completamente ripulito. Non ci sono commenti, né si sa se il sito tornerà ad essere online. Ed è panico tra gli utenti, mentre il valore della criptomoneta è in caduta libera. Da un presunto rapporto trapelato in rete sugli attacchi subiti – come riporta Wired.com – si evince che la piattaforma ha avuto una falla nel sistema ed è risultata insolvente dopo aver perso oltre 740mila Bitcoin, l’equivalente di circa 350 milioni di dollari, in base ai prezzi di scambio di lunedì. Se questo ‘buco’ fosse confermato, sarebbe il maggior furto di moneta virtuale. Questo è il più pesante, ma non è il primo disservizio del sito. All’inizio di febbraio le attività su Mt.Gox erano state sospese, causando una serie di effetti a catena: il crollo del prezzo della valuta e una petizione online per allontanare Mark Karpeles dalla Bitcoin Foundation. Dai promotori della petizione, era ritenuto un ”ostacolo” al ”successo di lungo termine del protocollo Bitcoin”. Karpeles ha quindi rassegnato le dimissioni dal consiglio d’amministrazione di Bitcoin Foundation. L’obiettivo di estromettere Mt.Gox è stato evidentemente raggiunto ma il venir meno di una delle maggiori piattaforme di scambio potrebbe rappresentare una battuta d’arresto per la diffusione della moneta virtuale. E i problemi non finiscono qui. Quasi simultaneamente al ‘down’ di Mt.Goax altri sei operatori di moneta virtuale (Coinbase, Kraken, Bitstamp, BTC China, Blockchain e Circle) hanno voluto prendere le distanze dalla piattaforma. Nel comunicato congiunto sottolineano che ”come in ogni nuova industria ci sono alcuni cattivi attori che devono essere allontanati” ma sono sicuri che ”le compagnie forti, guidate da team competenti e sopportate da investitori credibili, continueranno a prosperare e a far sì che si realizzi la promessa dei Bitcoin di diventare il futuro dei pagamenti nell’era di internet”.