A Gerusalemme Est è “pulizia etnica”. La replica, “fantascienza”

NEW YORK.- Apartheid e pulizia etnica: sono le accuse shock rivolte da un esperto dell’Onu nei confronti di Israele per il trattamento imposto alla popolazione che vive nei Territori palestinesi occupati. Richard Falk, dal 2008 inviato speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori, afferma che nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania sono in atto politiche che equivarrebbero alla segregazione inflitta nel vecchio Sudafrica razzista ai neri. Accuse che il governo Netanyahu respinge come il frutto dell’atteggiamento pregiudizialmente ostile attribuito a chi ha firmato il testo: un rapporto di 22 pagine – nel quale si chiede tra l’altro di boicottare i prodotti israeliani provenienti dalle colonie della Cisgiordania – in cui Falk, professore di diritto all’università di Princeton e intellettuale ebreo americano da sempre critico verso Israele, parla di diritti dei palestinesi violati dalla prolungata occupazione israeliana, di “discriminazione e oppressione sistematica” e denuncia quella che definisce la “pulizia etnica” praticata a Gerusalemme est. L’emissario dell’organizzazione internazionale sottolinea che “i palestinesi in Cisgiordania sono soggetti alle leggi militari, mentre gli abitanti degli insediamenti al diritto civile”. Da qui l’equiparazione con il regime dell’apartheid in Sudafrica. In un capitolo ad hoc, Falk analizza poi alcune politiche dello Stato ebraico, tra cui “l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza israeliane” e le uccisioni illegali, considerate “parte di un’azione compiuta al fine di mantenere il dominio sui palestinesi”. L’inviato delle Nazioni Unite afferma quindi che la Striscia di Gaza controllata dagli islamici di Hamas resta soffocata, nonostante il ritiro di Israele nel 2005, dal “blocco illegale” dei confini, dello spazio aereo e delle acque costiere, con un danno in primo luogo per agricoltori e pescatori. “Gli Stati membri dell’Onu – afferma Falk nella relazione al Consiglio dei Diritti Umani – dovrebbero prendere in considerazione di imporre un divieto totale sulle importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici in Cisgiordania”. Un appello in particolare è rivolto all’Unione Europea, che “resta il partner commerciale più importante per Israele, con esportazioni annuali per 300 milioni di dollari”. Anche perché, scrive ancora Falk, si ha a che fare con un “effetto combinato di misure che proteggono i cittadini israeliani, facilitano le loro aziende agricole, espandono gli insediamenti, e rendono la vita impossibile ai palestinesi”. La replica di Israele non si è fatta attendere: “Richard Falk è totalmente screditato. E’ diventato una specie di alieno extraterrestre da fantascienza”, ha commentato il ministero degli Esteri israeliano. “Nelle stesse Nazioni Unite – ha aggiunto il portavoce Igal Palmor – è stato richiamato per aver sostenuto teorie cospiratorie e temi di stampo antisemita”. Il professore non è nuovo a duri attacchi nei confronti di Israele: nel 2008, poco dopo l’assunzione dell’incarico per l’organizzazione internazionale, paragonò le azioni militari israeliane a quelle naziste nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Più volte ha inoltre parlato di violazioni su larga scala da parte dello Stato ebraico, accusandolo di assoggettare i prigionieri a torture e trattamenti inumani. (Valeria Robecco/ANSA)

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