Lazio senza difesa, 3-3 a Sofia e addio Europa

ROMA. – Pazza Lazio che facendo e disfacendo interrompe il proprio cammino europeo allo stadio Vasil Levski di Sofia. E quanti rimpianti: la formazione di Edy Reja, infatti, paga a caro prezzo gli errori difensivi e subisce nei minuti finali il 3-3 del Ludogorets che qualifica i bulgari agli ottavi, in virtù dell’1-0 dell’Olimpico. Un risultato incredibile per i romani che, dopo il doppio vantaggio Keita-Perea, subiscono la rimonta dei bulgari firmata da Bezjak e Zlatinski, tornano ancora avanti con Klose e poi si fanno recuperare allo scadere con il subentrato Juninho. A deludere è la difesa biancoceleste e soprattutto Marchetti che esordisce malamente nel 2014 (alla prima sotto la gestione Reja) e ha delle responsabilità sul tiro di Zlatinski che, secondo l’arbitro di porta, controlla oltre la linea. A partire forte però è la squadra di Reja che dopo soli 18 secondi trova il gol con Keita. Il giovane attaccante, servito da un rinvio sbagliato di Stoyanov, entra in area e batte il portiere bulgaro in uscita, realizzando così il suo primo gol in Europa. La sua è la seconda rete più veloce dell’Europa League: 18 secondi quanti i suoi anni. Ma al 17′ Stoyanov si ricorda di essere stato il miglior portiere della fase a gironi e si riscatta respingendo il colpo di testa di Candreva. Un minuto dopo capita sui piedi di Marcelinho la prima vera occasione del Ludogorets, con il brasiliano che, servito in area, calcia fuori di destro. Nella ripresa iniziano forte i padroni di casa, ma la Lazio vuole proseguire l’avventura europea e schiaccia i bulgari nella loro metà campo. Al 54′ Onazi ruba palla e lancia Perea in profondità. Il baby colombiano buca Stoyanov sotto le gambe e regala alla Lazio il gol della momentanea qualificazione. I bulgari però non mollano: al 65′ Bezjak riesce a liberarsi della pressione di Biava e calcia in porta costringendo Marchetti agli straordinari anche con l’aiuto del palo. E’ il preludio del gol: due minuti dopo l’attaccante serbo non sbaglia e angolando di destro (con una deviazione di Biava) beffa il portiere laziale. L’estremo difensore biancoceleste ha però qualche responsabilità al 78′ quando non controlla bene un tiro da 30 metri di Zlatinski: la palla sembra rimbalzare sulla linea, ma l’arbitro di porta la sfera è entrata interamente. L’episodio non condiziona la Lazio che all’84’ torna ancora avanti con Klose. Il tedesco si fa subito perdonare un’occasione avuta un minuto prima e non sbaglia il tap-in su una respinta corta di Stoyanov su Biglia. Ma dopo aver avuto in mano per due volte la qualificazione arriva la beffa: un lancio da 50 metri del Ludogorets sorprende la difesa della Lazio, Juninho salta Konko e segna il gol decisivo. Festeggiano i bulgari. Per i laziali solo rimpianti. 

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