Ordine di cattura per Carlos Vecchio. Studenti ancora in piazza

CARACAS – Slogan, cortei e lanci di bombe lagrimogene con l’intervento di mezzi blindati anfibi. Gli studenti antichavisti sono scesi di nuovo in piazza, all’indomani della “conferenza per la pace e la vita” promossa dal presidente Nicolás Maduro, alla quale non hanno partecipato, mentre il governo ha lanciato un’offensiva diplomatica a livello regionale per assicurarsi l’appoggio dei paesi amici, in risposta alle forti critiche arrivate anche dall’Ue. Nonostante ormai il paese sia entrato nella fase narcotizzante del Carnevale, studenti e leaders dell’opposizione si danno da fare per mantenere alta l’attenzione su quanto accade nel paese e per proseguire nella protesta. Intanto é stato confermato l’ordine di cattura per Carlos Vecchio Denari, leader come Leopoldo López di Voluntad Popular.

Giá all’indomani dell’arresto di Leopoldo López, correvano voci di un probabile arresto anche di Carlos Vecchio. Ma la notizia era stata poi smentita. Ieri, invece, é stato spiccato l’ordine di cattura del dirigente di Voluntad Popular. I principali capi di accusa sono: istigazione a delinquere e all’insurrezione.

Gli studenti, ieri, sostenuti dai leader dell’opposizione come l’ex candidato presidenziale Henrique Capriles, hanno definito una serie di condizioni per un dialogo con il governo, che includono la liberazione delle persone detenute durante la protesta, inchieste indipendenti sulla repressione e garanzie fornite da un “terzo interlocutore”, sia interno – come la Chiesa cattolica- sia internazionale.

Il governo, da parte sua, si mantiene fermo nella sua linea di denuncia di un “golpe strisciante dell’estrema destra” foraggiato dagli Stati Uniti e dalla Colombia, il che ha provocato reazioni irritate del segretario di Stato americano John Kerry e della ministro degli Esteri di Bogotà, Maria Angel Holguin, che ha chiesto a Caracas di “smetterla di dare la colpa a noi di quello che succede in Venezuela”. Il suo collega venezuelano, Elias Jaua, ha iniziato da parte sua un tour nei paesi del Mercosur, dove ha già ottenuto il sostegno dei governi ‘amici’ di Bolivia e Argentina. Il commissario europeo Algirdas Semeta ha invece criticato Caracas chiedendo da Strasburgo che “cessi immediatamente la violenza” nel paese.

Le manifestazioni di protesta, comunque, si mantengono in tutto il Paese. A Caracas, gli studenti, militanti di partiti d’Opposizione e un gran numero di venezolani si erano dati appuntamento nel quartiere El Rosal, per esprimere il proprio dissenso.  Quando gli studenti si accingevano ad invadere la Av. Francisco Fajardo, in prossimitá del quartiere Las Mercedes, la Guardia Nazionale interveniva pesantemente in tre occasioni con lanci di bombe lagrimogene. Il gas invadeva non solo la superstrada ma anche i rioni vicini obbligando l’intervento dei paramedici per soccorrere persone estranee alla manifestazione ma comunque con gravi problemi di asfissia.

Mentre gli studenti e leaders dell’opposizione erano oggetto di lanci di bombe lagrimogene e, stando alle dichiarazioni del Sindaco Gerardo Blyde, repressi con un eccessivo uso della forza, nel Calvario, luogo storico della capitale, centinaia di simpatizzanti del governo si davano appuntamento per ricordare il tristemente famoso “Caracazo”, la sommossa popolare che inizió il 27 febbraio e si concluse con un bagno di sangue durante il secondo governo del presidente Carlos Andrés Pérez

Andreina Tarazón, ministro “de la Mujer y para la Igualdad de Género” ha affermato che la manifestazione pro-chavismo non  solo ha voluto ricordare la sommossa popolare del 27 febbraio ma anche manifestare solidarietá con il presidente Maduro.

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