Road map Renzi, in 15 giorni lavoro. Poi fisco e giustizia

Pubblicato il 28 febbraio 2014 da redazione

ROMA. – Ci guardano. “Sul nuovo governo c’è un’attenzione significativa” del Paese, dei mercati internazionali, della Comunità europea. E Matteo Renzi, a sottosegretari e ministri che giurano, assicura che “è forte la domanda di fiducia speranza, bisogno, certezza con cui si guarda all’Italia”. Per questo il ruolino di marcia è serrato: in 15 giorni la riforma del lavoro, a maggio quella del fisco dopo il “passaggio importante della delega fiscale”, a giugno la giustizia, e “subito una legge elettorale degna di questo nome, che i cittadini aspettano”. A chi lo ha attaccato per il suo tono spesso volutamente leggero, il premier fa capire di sapere lui per primo che questa è una sfida da far tremare le vene ai polsi. “Vi auguro di essere all’altezza, è l’augurio che faccio a me stesso e che mi lascia inquieto, come è giusto per chi ha responsabilità così grandi – motiva la sua squadra Renzi -. Il mio augurio è che tornando a casa proviate i brividi, un senso di vertigine e di preoccupazione per questa sfida a cui ci chiama il Paese”. E ora che la squadra è completa, si parte: “In 15 giorni immaginiamo di dover mettere in campo la proposta sul lavoro che e’ molto urgente perche’ ci viene chiesta non solo dalle istituzioni internazionali ma da quel 12 per cento di giovani e cinquantenni che hanno perso lavoro e non riescono a ritrovarlo”, ribadisce di fronte ai dati “terribili” delle ultime ore sull’occupazione. E dopo il lavoro, verrà il fisco, entro tre mesi e prima delle europee e del semestre dove “non dovremo prendere la linea”, ma darla. “La delega fiscale e’ un passaggio importante, entro maggio la riforma del fisco”, dice Renzi. “Tutti voi sapete che l’Italia ha la possibilita’ di farcela, di uscire da questa situazione di difficolta’ – conclude -. La politica e’ l’unica risposta alla crisi che la societa’ sta vivendo, possiamo dare una risposta reale”. “Subito operativi perciò – sprona ancora – per attuare quel percorso che immaginiamo e che da qui al 2018 porti l’Italia ad essere un’altra cosa. L’Italia puo’ farcela, noi non dobbiamo fare meglio di altri governi, dobbiamo dare il meglio di noi stessi”. Finisce la cerimonia, niente rinfresco. “Siamo in spending review – scherza Renzi – ma se avete portato la cena al sacco vuol dire che riscopriremo un pò di sano associazionismo cattolico”. (Milena Di Mauro/ANSA)

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22:51Calcio: incidenti al derby Belgrado, decine di feriti

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "La buona stima che il presidente del Consiglio ha conquistato nel Paese e nel ceto politico, potrà essere sicuramente giocata a beneficio del centro sinistra, ma in consonanza con il partito di cui Gentiloni è espressione, cioè il Pd. Potrebbe, dunque, rivelarsi come una iniziativa politica coerente per le forze alleate del Pd che hanno sostenuto i governi di questa legislatura, a cominciare dalle forze centriste, ritrovarsi in un unica lista che faccia riferimento al presidente Gentiloni, ma solo in un quadro di intese e di collaborazione col Pd, per mettere in campo un'alleanza competitiva". La proposta arriva dal presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio tra i promotori della lista di centro assieme a Pierferdinando Casini e ad Ap.

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