A Italia record negativo delle infrazioni Ue

BRUXELLES. – Per la quarta volta consecutiva l’Italia ha conquistato il poco invidiabile primato di Paese Ue con il maggior numero di infrazioni aperte (73) per mancato rispetto delle norme Ue sul mercato unico, una cifra pari a oltre il doppio della media europea (30). A certificare l’infelice primato è stata la ‘pagella’ resa nota dalla Commissione europea. Ma in base alla fotografia scattata dal documento diffuso a Bruxelles, l’Italia è risultata essere ‘maglia nera’ nell’Unione anche su altri due fronti. Il primo è quello del cosiddetto ‘deficit di recepimento’, ovvero il numero di provvedimenti Ue (18) ancora in attesa di essere tradotti in norme nazionali nonostante le scadenze fissate siano state abbondantemente superate. Un fenomeno, osserva la Commissione, che si è accentuato a partire dallo scorso maggio e che riguarda soprattutto norme sull’ambiente e le politiche sociali. L’altro record negativo collezionato dall’Italia è quello del recepimento non corretto delle disposizioni europee. Qui i casi segnalati dalla Commissione sono stati 27 che, secondo i calcoli di Bruxelles, hanno portato il ‘deficit’ italiano in questo campo al 2,3% rispetto a una media Ue dello 0,7% e soprattutto assai lontano dallo 0,5% fissato come obiettivo di riferimento. Tornando al numero complessivo di infrazioni aperte, Bruxelles segnala che la tendenza alla riduzione in atto dal novembre 2006 si è interrotta a partire dallo scorso luglio. Da allora sono infatti stati aperti cinque nuovi casi. Significativa la lettura dei settori interessati. La maggior parte delle infrazioni riguarda la gestione de rifiuti, il sistema fiscale, gli appalti pubblici, il trasporto aereo e la giustizia. Un ambito, quest’ultimo, in cui sono compresi anche temi assai sensibili come la protezione dei dati personali e le norme contro ogni forma di discriminazione.

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