Lungo la strada di sempre

Il tono, al principio, è quello indignato di chi non condivide ciò che ha appena letto. Qualche parola su di tono, lontana comunque dall’insulto volgare. La minaccia? Sottile, velata, implicita nell’anonimato di quanti, da quando è esplosa la protesta nelle piazze del Venezuela e in particolare negli ultimi giorni, chiamano con insistenza al nostro telefono. E all’invito ad esprimere il proprio disappunto sul nostro Giornale, avendo per limiti unicamente quelli imposti dalla convivenza civile e le leggi del Paese, l’accusa puntuale di essere “piccoli fascisti”, “ipocriti reazionari”, “servi del padrone” o al servizio di “quella parzialità che – a loro avviso – ha distrutto il Paese”.

A volte, la passione politica offusca la ragione. E’ comprensibile. E lo è ancor di più se si prende in considerazione il momento particolare che vive il Venezuela, una nazione drammaticamente divisa tra due parzialità. Anche così, però, vi sono limiti invalicabili; quel guado oltre il quale non si dovrebbe andare.

Il nostro Giornale, in un momento in cui è in gioco l’impalcatura stessa del sistema democratico costruito giorno dopo giorno non senza sacrifici e vite umane, ha sempre cercato di essere una voce serena, pacata, equilibrata. Non parliamo di obiettività perché siamo i primi a non credervi. Ognuno di noi analizza gli avvenimenti del presente alla luce del bagaglio delle esperienze vissute, della propria formazione culturale, ideologica, umana. Ma l’onestà professionale, non si discute. E’ su questa che la Voce ha costruito il suo prestigio; la credibilità e l’autorevolezza che oggi vanta.

La “Voce” non ha mai negato spazio a chi lo ha chiesto, senza importare l’indirizzo politico, l’orientamento religioso, le inclinazioni sessuali o il colore della pelle. Certo, bisogna avere idee solide da esprimere, proposte concrete da illustrare e non solo vaghi ‘slogan’ privi di contenuto. Unici paletti, ripetiamo, quelli imposti dalla civile convivenza e dalle leggi.

La nostra Comunità può essere certa che continueremo a informare ed orientare con la stessa serietà e onestà professionale che ci ha caratterizzato; continueremo a difendere gli interessi degli italo-venezuelani con lo stesso coraggio e vigore di sempre.

La nostra “Voce”, la vostra “Voce”, continuerà ad essere una tribuna aperta; uno strumento al servizio della nostra Collettività a prescindere da chi anzi a dispetto di chi, nascondendosi nell’anonimato, vorrebbe farci smarrire il cammino.

 Mauro Bafile