Sistema Italia punta su Arabia, 800 gli incontri d’affari sostenuti

ROMA. – Ottocento incontri d’affari tra 70 aziende italiane e 120 saudite: è affollato il salone del Council of Saudi Chambers, a Riyad. E si parla il linguaggio concreto degli imprenditori, si stringono intese. Il “sistema Italia” è tornato nella capitale saudita, quattro anni dopo la missione che ha aperto la strada nel 2010, e questa volta con obiettivi precisi, un focus in tre settori su cui il governo saudita ha scommesso miliardi per diversificare una economia fino ad oggi troppo dipendente dal petrolio. Imprese guidate da Confindustria in una missione promossa dai ministeri dello Sviluppo e degli Esteri, organizzata dagli industriali con l’Ice e con la collaborazione della Simest e del Gse, il gestore dei servizi energetici, sceso in campo per accompagnare le nostre imprese a cogliere le opportunità di un piano da 109 miliardi di dollari per la copertura da fonti rinnovabili di un terzo del fabbisogno energetico saudita. Poi c’è il fronte delle grandi infrastrutture, che punta sui nuovi progetti annunciati quest’anno per 66 miliardi di dollari. Ed il settore sanitario-medicale che guarda alle opportunità legate alla costruzione di 5 nuove ‘città mediche’ e 19 ospedali. Sei banche affiancano una delegazione di oltre 160 persone. La risposta saudita? “Ci domandiamo come mai l’Italia qui da noi non sia già molto più forte” dice il direttore generale dalla investment authority Sagia, Faisal Barafat, che elenca i vantaggi messi in campo: fisco, finanziamenti a tasso zero, prezzo quasi simbolico dei terreni, burocrazia snella. “Ci sono interessi strategici per entrambi i Paesi”, “l’autentica possibilità di far nascere una partnership”, è il messaggio che arriva dal viceministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, il punto di riferimento nel governo per la promozione delle imprese all’estero, rimasto a Roma per la coincidenza di tempi con la nascita del nuovo governo con cui proseguirà il suo impegno: “C’è – sottolinea – una fortissima complementarietà” tra i due sistemi economici. A Riyad lo hanno capito: “Potete offrirci cose di cui qui abbiamo molto bisogno”, dice il presidente del consiglio delle Camere di Commercio Arabe, Yussef Al Maimani. L’Arabia Saudita offre risorse, mercato, spazi. Alle imprese straniere chiede esperienza, competenze, qualità. Così ci sono tante opportunità che “è difficile scegliere”, dice Paolo Zegna, l’industriale a cui la Confindustria di Giorgio Squinzi ha affidato il dossier chiave dell’internazionalizzazione: “In Arabia Saudita avevamo aperto una strada nel 2010, siamo tornati su obiettivi concreti con 70 aziende, imprenditori che potranno poi fare da testimoni delle opportunità che si stanno creando”. Le ‘grandi’ hanno posto le basi, con questa nuova missione si apre spazio anche alle più piccole: così a Riyad è venuto anche Albero Baban, il presidente della Piccola Industria di Confindustria: “Andare a conquistare nuovi mercati oggi è fondamentale. Non dobbiamo più parlare solo di business ma cominciare a raccontare il nostro Paese: è una grande opportunità”. E’ soddisfatto il presidente dell’Ice, Riccardo Monti: “Questo è un Paese che deve essere frequentato di più dalle imprese italiane”. Mentre l’ambasciatore italiano Mario Boffo racconta “Destinazione Italia” e invita istituzioni e imprese saudite “ad avere sempre più dialogo” con l’Italia. (dell’inviato Paolo Rubino/ANSA)

Condividi: