Servizi segreti: Da insurrezionalisti minaccia più insidiosa

ROMA. – Nonostante gli arresti e le indagini, gli anarco-insurrezionalisti rappresentano ancora per il nostro paese “la minaccia più presente e insidiosa”, accanto a “circuiti ristretti” dell’estremismo di matrice marxista e leninista che provano a rimettere in piedi le Br. I No Tav, invece, si confermano il “modello” per tutte gli altri movimenti in lotta contro le scelte governative. L’analisi sullo stato della sicurezza in Italia arriva dagli 007 nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico della scuola di formazione dei servizi d’intelligence: un’analisi che non indica particolari segnali di rischio immediato ma che, proprio per questo, non deve far abbassare la guardia. D’altronde è stato lo stesso direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza Giampiero Massolo ad indicare, nel suo discorso inaugurale, che “se non si sta attenti si rischia un downgrading strutturale”. Ecco perché, ha detto, “dobbiamo proteggere soprattutto gli anelli deboli della catena” da una “minaccia nuova, una minaccia asimmetrica che viaggia in rete” e che interessa l’intero sistema paese. Perché “viene portata non più solo agli interessi politici e militari ma anche a quelli industriali, sociali ed economici”. E’ dunque in questo quadro che si inserisce la fotografia degli 007, sia per quanto riguarda gli scenari interni sia per i rischi connessi al terrorismo internazionale. Ecco allora che gli anarco-insurrezionalisti restano i sorvegliati numero uno, “per l’ampiezza della gamma dei potenziali obiettivi” e per “i collegamenti internazionali” che “teoricamente sono in grado di agire da moltiplicatori del rischio”. Ci sono poi i rigurgiti brigatisti: “l’esperienza del recente passato non consente di ritenere superata la pericolosità del fenomeno brigatista” con “ristretti circuiti dell’estremismo marxista-leninista che manifestano propositi riaggregativi”, seppur “tarati su un orizzonte di medio lungo termine”. E quanto al movimento No Tav, gli 007 parlano di un “modello” per tutte le altre lotte in corso, avvertendo che i movimenti “contro l’Expo 2015” sono destinati “ad assumere maggiore visibilità”. Della crisi invece, sostengono gli 007, sembrano approfittare sia la sinistra antagonista, “che mostra per la primavera progetti di rilancio in piazza della mobilitazione”, sia la destra radicale il cui obiettivo è “intercettare le istanze del disagio sociale e le pulsioni ribelliste”. Sul fronte delle minacce internazionali, infine, il rischio è rappresentato dal “possibile ridispiegamento” in Italia dei reduci che tornano dai “teatri di jihad”. Soggetti “potenzialmente intenzionati ad impiantare filiere radicali o a condurre progetti di attacchi in Europa”. Si tratta in ogni caso, sottolineano ancora i Servizi, di “elementi isolati o microgruppi” spinti al “jihad individuale” dalla propaganda on line dei gruppi radicali.

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