Gran rifiuto re Maori, non incontra William e Kate

LONDRA. – Il ‘gran rifiuto’ del re Maori rischia di trasformarsi in un ‘incidente’ diplomatico tra Nuova Zelanda e Gran Bretagna, in un periodo non facile tra la ex colonia e Londra. Il sovrano Tuheitia Paki si è infatti rifiutato di incontrare il duca e la duchessa di Cambridge, William e Kate, quando si recheranno in visita ad aprile, perché il tempo offerto di 90 minuti è troppo breve per onorare la coppia reale insieme alle delegazioni di capi maori. Sotto accusa sono finiti gli organizzatori della visita di nove giorni, definiti ”burocrati senza volto” in un comunicato dei collaboratori del sovrano, ‘colpevoli’ di un grave errore di giudizio e di ”ripetere la storia, che ha visto la posizione del re continuamente diminuita”. ”Il re avrebbe voluto dare il meglio alla coppia per riflettere il loro status e gli è stato impedito, senza essere stato neanche consultato”, prosegue la nota. Il principe William aveva espresso il desiderio di intrattenersi con il re Tuheitia durante la visita, che sarebbe stata la prima di membri della famiglia reale da quando il sovrano è stato incoronato nel 2006. Una lettera personale con le ragioni del rifiuto è stata spedita per corriere ai duchi di Cambridge e per stemperare la tensione è dovuto intervenire il premier della Nuova Zelanda, John Key. ”La decisione è stata presa dalla comunità di Tuheitia”, ha detto il premier, che si è detto rammaricato per l’imprevisto e ha ricordato che William ha una tabella di marcia molto serrata da seguire. Nel frattempo è intervenuto anche Kensington Palace, affermando che nel viaggio sono stati previsti molti momenti per celebrare la comunità maori. Inizia quindi con qualche difficoltà quello che dovrebbe essere una festa per Australia e Nuova Zelanda, che accoglieranno, oltre ai duchi, anche il principe George, nel suo primo tour internazionale, quando ad aprile avrà solo otto mesi di età. Nell’entourage che accompagnerà Will e Kate ci saranno 11 assistenti, fra cui una babysitter e una parrucchiera. La visita, della durata di tre settimane, ricorda quella compiuta in Australia e Nuova Zelanda dal principe Carlo e da Diana nel 1983, quando con loro andò il piccolo William, che allora aveva nove mesi. E di sicuro l’arrivo dei duchi servirà anche per tenere legati alla monarchia britannica e alla ex madrepatria i neozelandesi. Nelle scorse settimane il premier Key ha proposto di sottoporre a referendum la proposta di eliminare la Union Jack, il vessillo britannico, dalla bandiera della Nuova Zelanda e mettere al suo posto la felce argentata su sfondo nero che adorna la maglia della nazionale di rugby All Blacks. Il pubblico neozelandese è spaccato sull’adozione di una nuova bandiera ma, secondo il primo ministro, se la domanda fosse stata posta ai neozelandesi poco dopo la Coppa del Mondo di Rugby, la percentuale a favore sarebbe arrivata al 60%. (Alessandro Carlini/ANSA)