Test mondiale con sconfitta, Spagna troppo forte per Italia

MADRID. – Dalla febbre spagnola l’Italia del calcio non è ancora guarita. Una sconfitta, l’ennesima e stavolta senza troppo onore, contro i campioni del mondo e d’Europa chiude gli impegni veri della nazionale di Prandelli prima di Brasile 2014. E se dalla sfida di Madrid, dove l’ultima volta che avevano giocato gli azzurri avevano alzato la coppa del mondo, dovevano arrivare indicazioni serie, certo non sono confortanti per il ct italiano. Quella firmata a inizio ripresa dal gol di Pedro è stata esattamente la partita che Prandelli non voleva, infatti: un lungo monologo dei padroni di casa, quasi stabilmente nella metà campo italiana. Di positivo per gli azzurri (peraltro privi dei loro giocatori di maggior qualità: Balotelli, De Rossi e Pirlo per un tempo) c’è poco: certe volate di Cerci, la puntualità in fase di chiusura di Paletta. Entrambi potranno far comodo nella spedizione in Sudamerica. In avvio Prandelli è stato fedele alle indicazioni della vigilia: fuori Pirlo, e squadra schierata in un modulo 4-3-2-1 con Candreva e Cerci a sostegno di Osvaldo. Anche Del Bosque, trovato finalmente un centravanti di grande capacità realizzativa come Diego Costa, rinunciava alla dispendiosa utopia del ‘falso nueve’ e schierava un attaccante vero. Alle cui spalle a sorpresa il ct spagnolo piazzava, con Iniesta e Pedro, Fabregas e non Xavi, mentre in mezzo al campo toccava all’altro naturalizzato Thiago Alcantara al posto di Xabi Alonso. Ne sortiva una gara meno condizionata che in passato dal possesso di palla iberico, quel tiki-taka di feroce efficacia e però talvolta noioso. Partiva comunque forte la Spagna, e già al 1′ Buffon era costretto alla chiusura su Jordi Alba: ma l’Italia replicava al 4′ con un’occasionissima tutta confezionata da Cerci, che affondava sulla destra e chiudeva con un tiro-cross ribattuto dal palo interno. Poi era Pedro a impegnare da lontano Buffon in tuffo. Dopo l’inizio scoppiettante, la gara prendeva però la piega più sgradita a Prandelli: il giropalla spagnolo, salito di intensità, schiacciava gli azzurri verso Buffon senza tuttavia creare brividi particolari. Nel primo tempo ci provavano Iniesta al 22′ (respinta in tuffo del portiere azzurro) e Fabregas al 25′ (su cross di Pedro destro finito alto) con poca convinzione: ma l’Italia era comunque incapace di abbozzare una controffensiva, se non con una episodica ‘botta’ a giro di Osvaldo fuori di poco al 29′. Nella ripresa Prandelli inseriva Pirlo al posto di Candreva e i due terzini Abate e De Sciglio per Maggio e Criscito. Il tema tattico non cambiava, anzi subito veniva chiamato alla devazione miracolosa Buffon su incursione di Thiago Alcantara. Era il 3′ e già al 4′ Silva sfiorava ancora il gol. Ma l’innesto di Pirlo regalava qualche lampo: un’apertura per Osvaldo che sprecava, un’altra per Cerci bravo a liberarsi e meno nel tiro. Partiva in pieno il balletto delle sostituzioni: Giaccherini rilevava Thiago Motta. Ma subito dopo passava la Spagna: azione di David Silva al 18′, tacco senza guardare la palla di Iniesta e Pedro metteva in rete da due passi. Provava subito a pareggiare con una punizione di Pirlo e conseguente mischia in area, l’Italia: ma i rimpalli non la favorivano. Entravano Destro per Osvaldo e Immobile per Cerci, tutto inutile. Era anzi ancora la Spagna ad andare pericolosamente al tiro. (dell’inviato Piercarlo Presutti/ANSA)
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