8 marzo: Hillary Clinton, progresso delle donne è progresso del mondo

NEW YORK. – “Il progresso delle donne è il progresso del genere umano. Questo rimane il grande lavoro incompiuto del 21 esimo secolo, poiché ancora nessun Paese al mondo, incluso il mio, ha raggiunto la piena partecipazione femminile”: è questo l’elemento fondamentale ribadito al Palazzo di Vetro dall’ex segretario di stato americano, Hillary Clinton. Accolta da un’applauso scrosciante nella sala del quartier generale delle Nazioni Unite, ha partecipato con il segretario generale Ban Ki-moon e il direttore esecutivo di Un Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka, all’evento organizzato in occasione della Festa dell’8 marzo. “Dobbiamo assicurare che le donne di tutto il mondo possano trovare un lavoro, coinvolgerle nei processi di pace, porre fine alla violenza di genere e ai matrimoni precoci”, ha aggiunto Clinton, ricordando che “i diritti delle donne sono i diritti umani”. Clinton ha sottolineato che oggi, a quasi 20 anni dalla Conferenza mondiale di Pechino, il numero delle ragazze che frequentano la scuola è il più alto mai raggiunto nella storia, e ci sono molte più opportunità di partecipazione femminile. Tuttavia rimane ancora tanto da fare, “e per questo ogni Paese del mondo – ha continuato – deve tenere a mente che quando le donne hanno successo, il mondo ha successo”. Anche per il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, le sfide da affrontare sono tante, ma ci sono delle opportunità, e c’è la speranza. “L’uguaglianza delle donne rappresenta un progresso per tutti”, ha affermato il leader del Palazzo di Vetro, lanciando un appello agli uomini e ai ragazzi di tutto il mondo ad impegnarsi per raggiungere il traguardo della parità di genere.  Un obiettivo questo che il direttore esecutivo di Un Women, Phumzile Mlambo Ngcuka, ha definito un “beneficio incommensurabile” per l’umanità. Il numero uno dell’agenzia Onu per le donne ha spiegato che è necessario porre fine alla violenza nei confronti della componente femminile, ma anche aumentare il numero delle donne nelle posizioni di leadership. E a chi le chiedeva se in quest’ottica un segnale importante potrebbe essere quello di avere una donna come prossimo segretario generale dell’Onu, ha risposto: “Sarebbe la decisione più progressista possibile da parte delle Nazioni Unite”.