Monito G7, no ad annessione Crimea. Dura presa di posizione

Pubblicato il 12 marzo 2014 da redazione

NEW YORK. – Le potenze occidentali alzano la voce contro Mosca e avvertono Vladimir Putin: se la Russia annette la Crimea ci saranno conseguenze. La dura presa di posizione arriva sotto forma di dichiarazione congiunta di G7 e Unione europea, a poche ore dall’incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano, Barack Obama, e il premier ucraino Arseni Iatseniuk, venuto a Washington in cerca di sostegno e di aiuto. Nella capitale degli Stati Uniti il premier incontra infatti anche i vertici della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale: con questi ultimi pronti a versare oltre 15 miliardi di dollari per sostenere Kiev e il suo sforzo enorme di contenere la grave crisi politica ed economica. “L’annessione della Crimea sarebbe una chiara violazione della carta delle Nazioni Unite”, affermano G7 e Ue, sottolineando che se la Russia compirà un passo del genere “noi intraprenderemo altri passi, individualmente e collettivamente”. Un chiaro messaggio che allude alla possibilità di imporre delle pesanti sanzioni nei confronti del Cremlino e degli interessi economici russi. Un messaggio che il segretario di Stato Usa, John Kerry, con altre parole ha confermato davanti al Congresso: “Se Mosca dovesse fare le scelte sbagliate la situazione potrebbe presto diventare brutta, sotto diversi aspetti”. Nella dichiarazione delle potenze occidentali si invita con forza Mosca a “cessare ogni sforzo per cambiare lo status della Crimea”, e si dice a chiare lettere come il risultato di un eventuale referendum “non sarà riconosciuto”. “Qualunque referendum in Crimea – si legge – non potrebbe avere alcun effetto legale, vista la mancanza di un’adeguata preparazione e l’intimidazione della presenza delle truppe russe”. Tutta l’attenzione è quindi concentrata sulle prossime mosse di Mosca e sulla possibilità che vengano varate delle sanzioni. Da parte della Ue sarebbe pronta una serie di misure, che vanno dal congelamento dei beni ai divieti di viaggio per le autorità ritenute responsabili della crisi ucraina. Ma – spiegano fonti diplomatiche – mancherebbe ancora una lista dei nomi delle persone e delle aziende coinvolte. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha comunque invitato tutti a “prepararsi al successivo livello di sanzioni”, visto che dalla crisi in Crimea è oramai passata una settimana. E anche a Washington si lavora a possibili sanzioni con diverse opzioni sul tavolo del presidente Obama. Con i due rami del Congresso che hanno chiesto esplicitamente di intervenire con “sanzioni economiche e commerciali nei confronti degli alti responsabili della Federazione russa, ma anche contro le banche e le organizzazioni commerciali controllate dallo stato russo”. Il team della Casa Bianca – spiega il New York Times – sarebbe però diviso: da una parte chi vorrebbe un’attuazione immediata di misure che rechino danni seri all’economia russa, nel caso Putin non torni sui suoi passi in Crimea; dall’altra coloro che predicano prudenza, temendo che sanzioni economiche unilaterali possano generare dissapori con alcuni alleati e provocare pesanti rappresaglie da parte di Mosca. Senza contare le pressioni di molte imprese americane che con la Russia fanno affari. La speranza che l’intricata situazione possa comunque ancora risolversi per via diplomatica c’è. Kerry ha annunciato che sarà a Londra venerdì per incontrare il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov: in quell’occasione – ha spiegato al Congresso – presenterà una serie di opzioni per tentare di sbloccare pacificamente lo stallo in Crimea. Intanto anche la Francia tenta la via della mediazione diretta con la Russia. Il premier Francois Hollande ha definito “inaccettabile” l’annessione della Crimea, ma è pronto a inviare a Mosca i suoi ministri degli esteri e della difesa il 18 marzo: ma solo – precisa l’Eliseo – se nel frattempo ci saranno progressi sul fronte della crisi. (Ugo Caltagirone/Ansa)

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16:04Figc: Malagò, non posso commissariare

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Commissariare la Federcalcio? Sulla base di quello che è emerso non ci sono gli estremi, fermo restando che ognuno ha una sua idea della partita e vediamo se il mondo del calcio, come sembra volere, dimostrerà di riuscire da solo autonomamente a venire fuori da fatti abbastanza curiosi". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel giorno in cui scadeva l'ultimatum alla Figc per il commissario. Provvedimento che il n.1 del Comitato olimpico nazionale aveva legato all'eventuale mancata elezione delle cariche in Lega A ma aggirato dalla richiesta di proroga del commissariamento in capo al presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio. "C'è stata questa richiesta esplicita della Lega di A e bisogna prenderne atto - aggiunge Malagò a margine della presentazione della partnership di Coni e Cip con Toyota - Vediamo se il mondo del calcio vorrà cambiare, a cominciare dalla Lega A che da tempo infinito sta cercando di eleggere i suoi nomi. Non è vero che facciamo il tifo affinché ciò non avvenga".

16:00Coni: Malagò precisa, nessuna legge ad personam

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Legge 'ad personam' per il sottoscritto sul limite dei mandati? Non è assolutamente così. Quello è un testo superato e tutti i presidenti federali che hanno fatto anche più di tre mandati possono concludere questo mandato e candidarsi anche al prossimo. È una notizia riportata in modo sbagliato da chi vuole sempre strumentalizzare". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, allontana così le polemiche sulle modifiche all'emendamento della legge di Stabilità sull'innalzamento a tre del limite dei mandati. Secondo alcuni giornali, una legge 'ad personam' in quanto non sarebbe prevista la retroattività per i presidenti federali ma soltanto per il presidente del Coni: "Non è così. C'è semplicemente la volontà di rispettare quelli che sono gli insegnamenti del Cio - precisa Malagò - il Coni è emanazione del Cio ed è giusto che ne segua anche quelle che sono le indicazioni, i suggerimenti. Il Cio prevede un limite di tre mandati a presidente e si chiede di uniformarci".

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(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "I sorteggi di Champions? Ora gli allenatori (Allegri e Di Francesco, ndr) diranno, come è giusto che sia, che serve la massima cautela, ma mi sembra che poteva andare peggio. Non ci si può lamentare". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione della partnership di Coni e Comitato Paralimpico con la Toyota avvenuta a Roma, commentando i sorteggi degli ottavi di finale di Champions League, che vedono la Juventus affrontare gli inglesi del Tottenham e la Roma gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

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(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Lo Shakhtar Donetsk è una squadra forte, che ha saputo qualificarsi attraverso un girone molto difficile. Noi abbiamo lottato per guadagnarci questi ottavi, ce la metteremo tutta per continuare il nostro cammino. Forza Roma!". Questo il commento, via Twitter, del tecnico Eusebio Di Francesco dopo l'accoppiamento negli ottavi di Champions League tra la Roma e la formazione ucraina. La Roma in passato ha incrociato già lo Shakhtar nella massima competizione europea. Nel 2006 le due squadre si affrontarono nella fase a gironi (vittoria dei giallorossi per 4-0 all'Olimpico e sconfitta per 1-0 a Donetsk), mentre nel 2011 si sfidarono negli ottavi con due sconfitte per la Roma (2-3 e 3-0) e conseguente eliminazione.

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