El Salvador: Vince ex comandante Fmln, ricorso della destra

SAN SALVADOR. – Tra accuse di brogli e in un clima di tensioni, l’ex comandante guerrigliero Salvador Sánchez Ceren ha vinto le elezioni della scorsa domenica in El Salvador, nelle quali l’esponente del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional è riuscito a battere per un pugno di voti il rivale della destra. Al termine di un secondo conteggio, Sánchez Cerén ha superato Norman Quijano, ex sindaco della capitale e rappresentante dell’Arena (Alianza Republicana Nacionalista), con il seguente risultato: 1.495.815 voti (50.11%) a fronte delle 1.489.451 preferenze di Quijano (49.89%). In altre parole, uno scarto minimo, dello 0,22%, che ha spinto l’Arena a presentare un ricorso, subito girato a sua volta dalle autorità elettorali alla procura generale. Per la proclamazione ufficiale del nuovo presidente bisognerà quindi attendere ancora qualche giorno. Nonostante l’appello alla giustizia, e le accuse di brogli da parte dell’Arena, Sánchez Cerén – docente, 69 anni – ha deciso di andare avanti, dichiarandosi soddisfatto per il risultato. E lo stesso ha fatto, anche se con modalità  diverse, il presidente del Tribunale supremo elettorale, Eugenio Chicas, il quale ha sottolineato di aver affrontato “un compito non facile”: quello, cioè, di dover affrontare le proteste di Quijano e degli altri dirigenti dell’Arena per far accettare un risultato al quale si è giunti “contando voto dopo voto”. Anche se risicata, la vittoria di Sánchez Cerén pare comunque confermare una tendenza in corso da un po’ di tempo ai vertici dell’America Latina: quella di presidenti che in passato hanno imbracciato le armi, e cioè di ex guerriglieri. L’esponente dell’Fmln salvadoregno è infatti in compagnia del sandinista Daniel Ortega in Nicaragua, della brasiliana Dilma Rousseff e dell’ex tupamaro José Pepe Mujica in Uruguay.