Maltrattata dalla Polizia Scientifica italo-venezolana a Valencia

CARACAS – Mentre proseguono le protesta, che inevitabilmente sfociano in scontri con la polizia, bombe lagrimogene, feriti ed arresti, non mancano manifestazioni di intolleranza e di violenza anche contro chi, come il caso dell’italo-venezuelana Anna Dolores Touzzo, é involontaria spettatrice dell’esecuzione di un ordine di perquisizione realizzato dalla Polizia Scientifica.

– Da quando sono iniziate le proteste – spiega la malcapitata raggiunta telefonicamente dalla Voce -, qui a Valencia, nel Muñongo, arrivano quotidianamente bande dei ‘colectivos’ seminando il terrore e sparando qua e là contro i manifestanti. In questa occasione – prosegue nel suo racconto la signora Touzzo -, ho visto un gruppo di persone arrivare in moto ed entrare nell’Edificio in cui vivo. Pensavo che fossero i “colectivos”.

La signora Tuozzo, che evidentemente non é una donna che si spaventa facilmente, nel vedere che alcune persone cercavano di sfondare la porta dell’appartamento nel piano inferiore al suo, chiedeva spiegazione dal balcone. Gli agenti della Polizia Scientifica, in risposta, le ordinavano di non immischiarsi in faccende che non le riguardavano. Ma lo facevano ricoprendola di insulti. L’italo-venezuelana, per nulla intimidita dal tono di voce autoritario dei poliziotti, scendeva le scale e li affrontava a viso aperto esigendo rispetto.

– A questo punto – prosegue nel racconto la signora Tuozzo -, una agente, uscita da non so dove, mi ha prima colpita al volto e poi presa per i capelli obbligandomi a inginocchiarmi. Io sono stata operata recentemente al viso, a causa di una frattura al setto nasale riportata a seguito di una caduta. Ho cercato di dirlo ma la donna non ascoltava ragione. Probabilmente sarebbe accaduto anche di peggio se i vicini, richiamati dalle mie urla, non fossero intervenuti riuscendo a calmare la poliziotta.

La signora Tuozzo, di 58 anni, racconta di aver vissuto, indirettamente le conseguenze della repressione contro chi protesta. In particolare, gli effetti dei gas delle bombe lagrimogene.

Ieri, nel quartiere Muñongo, un ufficiale della Guardia Nazionale é morto dopo essere stato colpito da una pallottola durante le proteste che hanno trasformato in un inferno l’intera zona. Non molto distante, nel quartiere La Isabelica, due manifestanti erano freddati da colpi di arma da fuoco probabilmente sparati da motociclisti dei “colectivos”.

Fino ad oggi, d’accordo al Procuratore Generale, Luisa Ortega Díaz,  il bilancio delle proteste é assai pesante: 28 morti e 365 feriti. Stando alle cifre del “Foro Penal Venezolano”, rese note da Alfredo Romero con un  Twitt, la Polizia e la Guardia Nacional avrebbero realizzato dall’inizio delle proteste ad oggi 1396 arresti e fermi. Innumerevoli le denuncie di presunto uso eccessivo della forza, violazione dei diritti umani e, addirittura, di torture.

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