Aereo sparito: paura terrorismo, in Israele allerta voli

LONDRA. – Le ricerche si allargano e coinvolgono ora 26 Paesi ma tutti temono che dietro la scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines ci sia un’organizzazione terroristica. Forse addirittura i talebani, come emerge dalla pista che stanno seguendo le autorità malesi e di cui parlano i media britannici. E alla paura ci sono già le prime reazioni: in Israele è stata innalzata l’allerta per le procedure di atterraggio dei velivoli, dopo che il ministro dei trasporti Israel Katz si è consultato con i responsabili alla sicurezza nazionale. Il dramma del volo MH370 diventa giorno dopo giorno un mistero dai contorni oscuri, in cui ormai non si può più escludere nulla. E di certo non aiuta la scoperta che l’ultima frase lanciata dall’aereo prima di far perdere le tracce è stato un emblematico ”tutto bene, buonanotte”. Parole che secondo Ahmad Jauhari Yahy, boss della Malaysia Airlines, sarebbero state pronunciate, con voce calma, dal copilota, il 27enne Fariq Abdul Hamid. Dopo di quello, il silenzio. Gli investigatori ritengono che, dopo aver disattivato i sistemi di ‘tracking’, il volo possa aver proseguito verso nordovest in direzione dell’Asia oppure a sudovest nell’Oceano Indiano, verso la costa occidentale dell’Australia. Uno spazio gigantesco in cui cercare, ”peggio di un ago in un pagliaio”, come ha confessato il capitano Fareq Hassan, che guida uno dei team che giorno e notte scrutano terra e mare in cerca di un segno. Ma secondo l’Independent l’aereo scomparso potrebbe aver volato molto lontano, verso la regione controllata dai talebani. Il Boeing 777 sarebbe stato dirottato – questa è forse l’unica certezza – per migliaia di chilometri, evitando i radar per non essere localizzato, diretto nella zona fra Afghanistan e Pakistan dove operano i guerriglieri islamici. Le autorità di Kuala Lumpur stanno cercando l’autorizzazione diplomatica per fare indagini più approfondite in questa direzione. Non è comunque semplice per un aereo del genere sfuggire ai radar in una zona altamente militarizzata per la presenza delle truppe Usa che operano in Afghanistan. Servono poi pur sempre 1.500 metri di pista, spiegano gli esperti, per far atterrare quel gigante dei cieli. A bordo del Boeing 777 ci potevano però essere tecnici in grado di compiere un’operazione del genere. Anche su questo filone, secondo il Daily Telegraph, si stanno muovendo le indagini, in particolare su Mohd Khairul Amri Selamat, un ingegnere aeronautico malese di 29 anni che stava andando da Kuala Lumpur a Pechino per lavorare su un aereo in Cina. L’ipotesi qaedista di sicuro viene presa in considerazione in Israele, dove la identificazione degli aerei, come si legge sul quotidiano Yediot Ahronot, è stata resa più sicura. E perfino il magnate Rupert Murdoch sostiene l’idea dell’attacco jihadista: l’aereo potrebbe esser nascosto ”come Bin Laden” nel Pakistan settentrionale, ha esternato su Twitter a più riprese. Un comandante dei talebani in Pakistan, citato dal Daily Telegraph, ha detto che i suoi guerriglieri possono solo sognare un colpo del genere. Mentre Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani in Afghanistan, ha negato ogni coinvolgimento. Intanto va avanti anche la ricerca collettiva su internet col sito di mappe “Tomnod”, che ha ampliato il suo raggio d’azione. I satelliti, che in un primo momento erano puntati sul mare a sud della Cina, dopo l’evoluzione delle indagini sono stati spostati sull’Oceano Indiano e in particolare sullo Stretto di Malacca. Quasi tre milioni di persone stanno  scandagliando via web le immagini satellitari nel tentativo di scovare indizi. (Alessandro Carlini/ANSA)

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