Mogherini convoca l’Ambasciatore Isaías Rodríguez: “Siamo preoccupati”

ROMA – Gli ultimi avvenimenti che hanno scosso il Venezuela – leggasi proteste, manifestazioni, arresti e, purtroppo, anche morti  – hanno avuto per protagonisti anche italo-venezuelani, per lo piú studente universitari. Anche loro hanno sofferto le conseguenze delle bombe lagrimogene e della violenta repressione delle forze dell’ordine. Non pochi sono stati arrestati e poi rilasciati con l’obbligo di presentarsi periodicamente al Tribunale, e c’é stato anche chi, come é accaduto a Maurizio Ottaviani o Armando Maglione, sono stati maltrattati o picchiati a sangue. La violenta repressione non ha fatto discriminazioni. Non sono mancati i casi di arresti arbitrari, come quello del collega Gianfranco Di Giacomantonio o di Giuseppe Di Silvestre; quest’ultimo, caso insolito, arrestato assieme ai figli e ad un nipote mente si recava al lavoro.

La violenza che vive oggi il Paese ha avuto eco anche in Italia.  E la ministro degli Esteri, Federica Mogherini, allarmata dalle notizie che le arrivano dal Venezuela, ha convocato l’Ambasciatore Julián Isaías Rodríguez.

– Ho convocato l’ambasciatore del Venezuela per acquisire informazioni dirette e rappresentargli le nostre preoccupazioni per le realtà italiane e per il destino del Paese – ha dichiarato il ministro degli Esteri alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

Intanto in Venezuela, a Caracas come nel resto del Paese, proseguono le manifestazioni anti-governative. Se a San Cristobal, Maracaibo, Maracay, Merida, Barquisimeto proseguono gli scontri tra giovani e forze dell’ordine e continuano ad innalzarsi le barricate all’imbrunire, a Caracas dopo la militarizzazione di Piazza Altamira – epicentro delle contestazioni antichaviste -, le proteste hanno assunto connotazioni diverse.

La prima sera dopo che con l’impiego di mezzi blindati numerose unitá della Guardia Nazionale disperdevano i manifestanti e militarizzavano l’intera area, centinaia di persone hanno invaso pacificamente la Piazza per esprimere il proprio dissenso. Questa volta, nonostante il nervosismo regnante in Piazza, le unitá della Guardia Nazionale, in tenuta antisommossa, non sono intervenute ma hanno solamente osservato. A poca distanza da loro, si concentravano gruppi di donne vestite di bianco che recitavano il rosario, residenti del quartiere di Chacao che camminavano con i loro cani, e studenti che portavano cartelli con slogan antigovernativi.

Il governo ha sgomberato la piazza Altamira nella notte fra domenica e lunedì, inviando un migliaio di gendarmi per togliere le “guarimbas” (barricate) e presidiare le zona.

Una delgazione di parlamentari italiani, composta dagli onorevoli Fabio Porta (Pd) e Mario Borghese (Maie) e dai senatori Fausto Longo (Pd) e Claudio Zin (Maie), eletti nella circoscrizione America Meridionale, era attesa per il giorno 21.  La visita della delegazione, come ha spiegato l’On. Porta alla Voce, é stata abortata su suggerimento dell’Ambasciatore Paolo Serpi. I parlamentari, se non vi saranno contrattempi, verranno in Venezuela il 9 aprile.

 

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