Carceri: Orlando a Strasburgo con pacchetto misure

ROMA. – Trasferta a Strasburgo lunedì e martedì prossimi per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che dovrà presentare alla Corte dei diritti dell’Uomo e alle autorità europee un progetto credibile e convincente sull’emergenza carceri. In gioco ci sono i risarcimenti legati alle tremila cause che Strasburgo ha congelato: il tempo scade il 28 maggio. Se per quella data non ci saranno rimedi adeguati, l’orologio della giustizia si rimetterà in moto e il conto per l’Italia sarà salato. Ma in gioco c’è anche l’immagine e la credibilità del Paese, che sta per assumere la guida del semestre europeo e che solo due settimane fa ha ricevuto un ulteriore avvertimento dal Consiglio d’Europa per la cattiva situazione carceraria. Orlando ha già precisato che non si presenterà a Strasburgo con un “maxi-piano: di piani ce n’è già stati molti, ora serve una serie di misure puntuali e concrete”, ha detto. Il primo dato generale che il ministro potrà far valere è quello sul numero dei detenuti: nel gennaio 2013, quando la Corte condannò l’Italia per il sovraffollamento, erano poco più di 65.700; oggi sono 60.800, cinquemila in meno. Un effetto, in parte, del decreto svuota-carceri varato dal precedente governo. Risultati sono attesi anche della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi, che ha reintrodotto la distinzione tra droghe leggere e pesanti, riabbassando le pene per i reati legati alle prime. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sta conducendo un monitoraggio sugli effetti di questa novità e, più in generale, sulla popolazione carceraria. La previsione è che per maggio si scenda a quota 59 mila detenuti e nel contempo salga a 50 mila posti la capienza nelle carceri grazie all’apertura di nuovi padiglioni e nuove strutture. L’accelerazione del piano carceri è infatti uno dei punti chiave della strategia Orlando, che fa leva anche sulla possibile cessione di alcune strutture obsolete per liberare risorse e sulla riconversione di altre in comunità per tossicodipendenti con un regime di pene alternative; un processo da promuovere agevolando convenzioni con le Regioni. Ma Orlando vuole anche portare a Strasburgo una relazione, che il Dap sta mettendo a punto, che spieghi, tabelle alla mano, come la condizione per cui in alcune carceri i detenuti hanno nelle celle spazi inferiori ai tre metri quadri, è superata o in via di superamento: proprio per questo motivo, infatti, scattò la condanna per trattamenti inumano e degradante. (Eva Bosco/ANSA)