Gli oligarchi russi in Usa che tremano

NEW YORK. – In un nuovo giro di vite, il presidente americano Barack Obama ha annunciato nuove sanzioni ad alti funzionari del governo russo, ma anche a “diverse altre persone con risorse sostanziali e influenza che forniscono sostegno materiale alla leadership russa”. Negli Usa sono molti i russi con “risorse sostanziali” che hanno investito i loro soldi – a colpi di centinaia di milioni di dollari – in vari settori che vanno dai beni immobiliari, alla tecnologia, dall’arte o allo sport, e che forse ora iniziano a preoccuparsi. Dmitry Rybolovlev, è tra di loro uno dei più visibili e noti. Dispone di una fortuna stimata in circa 9,1 miliardi di dollari. Ha tra l’altro acquistato nel 2011 un attico a New York al costo di 88 milioni di dollari. E anche una villa alle Hawaii da 20 milioni di dollari, oltre ad una residenza in Florida per 95 milioni, nel 2008. Roman Abramovich, che è già proprietario di residenze in Colorado e a Los Angeles, a sua volta è in trattative per un mega-appartamento a New York, del valore di 75 milioni di dollari. Secondo alcune voci, sarebbe inoltre lui il segreto acquirente del trittico di Francis Bacon battuto ad un’asta sempre nella Grande Mela a novembre per 142 milioni di dollari. Secondo una stima del 2012 del New York Times, negli Usa ammonta a un miliardo di dollari il valore delle proprietà immobiliari acquistate da investitori russi. Ma dalla Russia arrivano anche investitori pronti a pompare milioni nelle sport. Mikhail Prokhorov, che ha secondo Forbes una fortuna da 10,9 miliardi di dollari, è proprietario dell’80 per cento della squadra di basket Nba Brooklyn Nets. Vladimir Potanin (con una fortuna da 12,6 miliardi di dollari) è in primo piano nel mondo dell’arte, considerato che che siede nel consiglio di amministrazione della Guggenheim Foundation, ricorda la Nbc News. Alisher Usmanov (18,6 miliardi di dollari), ha indirizzato il suo interesse verso la tecnologia, e in passato ha investito anche in giganti come Facebook, Twitter o Apple. Eugene Kaspersky, a sua volta guarda a Silicon Valley, da quando ha fondato un’azienda che produce anti-virus informatici e ora negli Usa ha una lista infinita di clienti, tra cui l’Fbi. Ma a quanto pare, i megaricchi della Russia non hanno da temere solo eventuali sanzioni negli Stati Uniti. Secondo una stima di Bloomberg, dal 28 febbraio, quando la tensione in Crimea ha subito una forte impennata, 19 paperoni russi che figurano tra i 300 più ricchi del mondo hanno complessivamente perso 18,3 miliardi di dollari. 

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