Debutto Padoan platea commercianti, non sono signor No

Pubblicato il 22 marzo 2014 da redazione

CERNOBBIO. – ”Il ministro dell’Economia è tradizionalmente il ‘signor No’. Sto imparando il mestiere, spero anche quello di schiacciare i bottoni. Credo tuttavia che il vocabolario di un ministro debba essere più ampio di questa singola parola”. Al suo debutto davanti a una platea di piccoli imprenditori e rappresentanti della maggiore associazione di commercianti, i famosi ‘corpi intermedi’, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sceglie di chiudere il suo ampio e rigoroso intervento sul programma di riforme del governo, con una annotazione dal carattere personale. Non sarò solo un ‘signor No’, promette, assicurando che proposte e richieste troveranno attente ascolto, anche se spetterà senza dubbio al governo la decisione finale. Un esecutivo che, come ha spiegato lo stesso Padoan, ha le idee molto chiare – a cominciare dallo stesso titolare del Tesoro – sulle condizioni del ‘malato’ e sulle cure, anche amare, da approntare. Al di là dell’agenda ministeriale di impegni, la scelta di partecipare a Cernobbio al Forum della Confcommercio potrebbe voler essere un segnale di apertura al dialogo, di attenzione al tessuto produttivo delle pmi, proprio a quella fascia imprenditoriale che ha patito di più in questi anni. Lo ha detto lo stesso Padoan dal suo osservatorio di via XX settembre: ”Da un parte si vedono miglioramenti delle imprese operanti nei settori a più alta intensità tecnologica, specie se parte integrante di filiere produttive globali. Dall’altra – ha spiegato l’ex vicesegretario generale dell’Ocse – ci sono le difficoltà delle imprese che sono rivolte soprattutto al mercato interno”. Nessuna facile promessa alla platea rappresentata da Carlo sangalli, ma l’indicazione precisa di un lavoro duro, rigoroso, che per essere completato con successo ha bisogno del partecipazione di tutti. ”Sono d’accordo con quanti dicevano che bisogna fare. Questo è un impegno fondamentale del governo” ha detto Padoan ha spiegato che le riforme vanno fatte ”assieme” e che per il successo è ”fondamentale” il coinvolgimento di tutti, dalle parti sociali, ai partiti, alle associazioni imprenditoriali. ”L’azione di governo è un insieme compatto di misure che si devono sostenere a vicenda, il cui senso risiede non nel singolo provvedimento ma nell’azione complessiva di riforma. Si tratta di misure che devono essere prese e decise assieme”.

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