Uccisi donna incinta e sergente della GNB. Unione Europea preoccupata

Pubblicato il 24 marzo 2014 da redazione

CARACAS. – Non cala la tensione in Venezuela, dove una giovane donna incinta e un sergente della Guardia Nazionale Bolivariana (Gnb) sono morti oggi per colpi di arma da fuoco durante nuovi scontri fra manifestanti antigovernativi e forze della sicurezza. Le violenze vanno avanti da inizio febbraio e sono state definite “preoccupanti” anche dall’Unione Europea. Adriana Urquiola, una 28enne incinta di tre mesi che lavorava come interprete della lingua dei segni nella principale tv privata del paese, è stata raggiunta da uno sparo mentre camminava accanto a una barricata eretta dagli anti-chavisti a Los Teques: un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro i manifestanti. Poche ore dopo, Miguel Antonio Parra, sergente della Gnb, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco mentre rimuoveva un’altra barricata antigovernativa sulla Avenida de las Americas, una importante arteria di Merida. Sulla stessa Avenida de las Americas abita Gaby Arellano, una delle leader del movimento studentesco antigovernativo. Questa ha denunciato che agenti della Guardia nazionale hanno attaccato vari palazzi della zona e perquisito senza mandato anche il suo appartamento, senza trovarla.

Sulla situazione in Venezuela, il portavoce del capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, ha detto “condanniamo l’intolleranza e l’uso della violenza da tutte le parti, e siamo preoccupati da notizie su un presunto uso eccessivo e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza”. L’Ue ha espresso la sua “tristezza” per il crescente numero di vittime, si è detta “allarmata” per gli studenti e le personalità politiche arrestate e “preoccupata per le accuse nei confronti delle persone elette”. Al leader dell’opposizione Leopoldo López, in carcere dallo scorso 18 febbraio, e ai sindaci oppositori di altre due città, potrebbe ora aggiungersi Maria Corina Machado, la deputata anti-chavista diventata la pasionaria della protesta studentesca. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, ha annunciato che Machado non potrà più tornare al Parlamento di Caracas perché “ha smesso di essere deputata, nell’accettare di diventare rappresentante del Panama”. Cabello allude alla presenza della parlamentare alla sessione del Consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), venerdì scorso (21 marzo) a Washington. La deputata era stata invitata a parlare all’Osa dal Panama – che Cabello ha definito “ostile al Venezuela” – ma non ha potuto prendere la parola durante la sessione. Ora, ha sottolineato il presidente del Parlamento, “non è più coperta dell’immunità parlamentare” e dunque “può essere messa sotto inchiesta come qualsiasi cittadino”. La settimana scorsa lo stesso Cabello ha annunciato che i deputati chavisti hanno chiesto al Tribunale supremo di giustizia (Tsj) di aprire un’inchiesta su Machado per “istigazione al delitto, tradimento, terrorismo e omicidio”, dichiarando che “deve essere processata come assassina, terrorista, per delitti di lesa umanità e cospirazione per destabilizzare il paese”.

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