Voto Francia scuote Italia. Renzi,Ue prenda atto disagio

ROMA. – Stavolta il “boom” l’ha fatto il Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia. E l’esplosione è stata così forte che si è sentita anche in Italia. Il successo inaspettato dell’antieuropeismo alle amministrative d’oltralpe ha reso chiaro quale sarà il tema della campagna elettorale, anche da noi, per il voto continentale di fine maggio: da una parte gli europeisti convinti (che non rinunciano, però, a criticare l’attuale politica Ue); dall’altra gli anti-europeisti che, da tempo, hanno dichiarato “guerra all’Euro” e al rigore imposto da Bruxelles. Il timore è che l’ondata di antieuropeismo possa travolgere le stesse istituzioni europee e che dalla critica alle politiche economiche restrittive si passi ad un attacco indiscriminato a tutta l’Unione Europea. Non è un caso che, nel giorno in cui si commemorano i 70 anni dell’eccidio nazi-fascista delle Fosse Ardeatine, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinei che “oggi, troppo superficialmente da varie parti si cerca di screditare e attaccare l’unità europea”. Nessun riferimento diretto a cosa avviene in Francia, ovviamente. Ma è evidente che il capo dello Stato, europeista da sempre, diffidi dell’antieuropeismo sia che questi si manifesti dentro o fuori dai confini italiani. D’altronde, anche a Palazzo Chigi l’avanzata del Fronte Nazionale in Francia non viene sottovalutata. “L’Europa deve prendere atto di un diffuso senso di contestazione e di antipolitica” e quindi “mettere al centro la crescita e la lotta alla disoccupazione”, è l’analisi di Matteo Renzi. Il premier, impegnato all’Aja per il G7, sottolinea che è pur vero che si tratta di “un voto locale” ma “significativo”, “di protesta”, come accade “anche in Italia”. Il riferimento è al M5S e alla Lega. I cinque stelle, però, prendono immediatamente le distanze da Marine Le Pen (i rapporti non sono mai stati buoni, al punto che lo scorso anno lo stesso Beppe Grillo intervenne per smentire contatti tra M5S e Fn). Al nuovo invito a collaborare per una “unione anti-europeista, malgrado l’odio di Grillo”, è proprio lo stesso leader cinquestelle a replicare con un “adieu”: “Nessuno odia Marine Le Pen. Ha però un’appartenenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi”. Insomma, i cinque stelle sono pronti a cavalcare l’antieuropeismo ma non ad apparentarsi in Europa, forse nel timore di essere individuati dagli elettori come una forza di destra che allontanerebbe la platea movimentista (i no-Tav, ad esempio). Percorso inverso della Lega Nord. Il Carroccio, l’unico movimento italiano ad avere un accordo con Fn per le Europee, rimarca l’identità di vedute con Marine Le Pen. Anzi il segretario del partito attacca Napolitano per le parole pronunciate alle Fosse Ardeatine: “Sono parole vergognose – afferma – I dinosauri e gli Euro-Burocrati hanno paura! Dalla Francia arriva un vento di Libertà, il 25 maggio l’incubo di Napolitano, Merkel e dei tifosi dell’Euro diventerà realtà”. Salvini vuole battere il ferro finché è caldo e capitalizzare il successo della Le Pen: domani, sarà a Roma per un incontro su sicurezza ed immigrazione. Il divario tra europeisti ed antieuropeisti si allarga e, necessariamente, inciderà sull’agenda politica di governo e opposizione nelle prossime settimane. Il timore degli europeisti è che l’antieuropeismo si trasformi in un fiume in piena. Gli argini vanno rinforzati. In molti, poi, vedono nel voto transalpino l’indicazione di una piena più a monte che presto potrebbe arrivare e travolgere tutto. Occorre – spiega Renzi – “mettere al centro la crescita e la lotta alla disoccupazione”.  (di Teodoro Fulgione/ANSA)

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