Schmidt e Kohl, grandi vecchi contro linea dura Obama

BERLINO – Il portavoce di Angela Merkel le ha liquidate come ”opinioni personali”. Ma se le ”opinioni” sono quelle di Helmut Schmidt, vero e proprio guru in Germania, una voce autorevole e amatissima nel suo Paese, forse la definizione è davvero fin troppo sbrigativa. L’ex cancelliere socialdemocratico ha attaccato la linea difesa da Barack Obama sull’Ucraina in modo netto: nella crisi il comportamento di Putin è ”assolutamente comprensibile”, ha detto Schmidt a die Zeit. E le sanzioni internazionali sono una ”sciocchezza”. Un’opinione peraltro non isolata: anche il cancelliere della riunificazione, Helmut Kohl, ha detto che occorre più ”sensibilità” nei confronti di Mosca. Per non parlare della posizione di Gerhard Schroeder, il suo successore: una voce forse meno autorevole in quanto l’ex cancelliere socialdemocratico è oggi a libro paga dello stesso Putin. In Germania esiste, insomma, un fronte antisanzioni, che ingloba il mondo economico, sceso in prima linea ad ammonire la politica da provvedimenti che metterebbero a rischio la ”locomotiva”. E ieri, il capo della Siemens è andato da Putin, per ribadire che il gruppo tedesco ”continuerà a investire in Russia, dove ha già investito 800 milioni di euro”. Siemens conta su un fatturato da 2 miliardi nel paese, e ha 3.000 dipendenti sul posto. ”Ci unisce una tradizione di 160 anni. Il governo tedesco sa che sono qui”, ha spiegato Joe Kaeser. Mentre Merkel a Berlino rispondeva in proposito di aver interesse a una ”distensione e non all’escalation” del conflitto. In questo clima, la stessa cittadinanza, non è convinta della scelta punitiva per Mosca: solo il 26% dei tedeschi è a favore delle sanzioni. Aldilà dei timori di natura economica, è interessante però lo sconcerto dei vecchi padri tedeschi che, uno dopo l’altro, in modo più o meno aperto, hanno contestato la linea dura di Obama. Il primo fu Schroeder, con una netta stigmatizzazione della posizione europea: l’Ue non avrebbe dovuto schierarsi, e una volta scesa in campo non può mediare, fu la sua reazione sull’insorgere della crisi ucraina. L’Occidente ha trascurato la questione, ha sostenuto invece il padre politico di Angela Merkel, Helmut Kohl – ”il clima di rinnovamento nel Paese non è stato più accompagnato in modo intelligente. Allo stesso modo si è mancato di sensibilità nei confronti del nostro vicino russo, in particolare con Putin”. In una intervista a die Zeit Helmut Schmidt afferma che ”le sanzioni sono un sciocchezza perché colpiscono anche l’Occidente”. Inoltre la situazione è ”pericolosa, perché l’Occidente si agita molto e questo comporta un’analoga agitazione nell’opinione pubblica russa”. Alla domanda se possa immaginare un intervento di Putin anche verso l’est dell’Ucraina, l’ex cancelliere risponde: ”Non lo so, e mi astengo dalle speculazioni. Lo ritengo pensabile, ma penso sia un errore se l’occidente si comporta come se questo fosse necessariamente il prossimo passo. Questo potrebbe far sì che cresca l’appetito sul fronte russo”. È stato un errore anche sospendere il G8, per Schmidt: ”sarebbe ideale radunarsi tutti insieme adesso: certamente più di aiuto alla pace delle sanzioni. Tuttavia in verità il G20 è più importante del G8 e da lì Putin non è stato ancora invitato ad uscire”. L’unico plauso arriva ad Angela Merkel: in questo caso ”una lode per la prudenza della cancelliera è adeguata”. (Rosanna Pugliese/Ansa)

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