Assemblea Onu condanna Mosca, 100 con Kiev

NEW YORK. – In un foro dove il diritto di veto non ha valore, e mentre Kiev lancia l’allarme dei centomila soldati russi schierati ai suoi confini, una vasta maggioranza dell’Assemblea Generale dell’Onu ha isolato Mosca mobilitandosi in difesa della integrità territoriale dell’Ucraina. Una risoluzione proposta dal governo ucraino è stata approvata con 100 voti a favore e 11 contro. Cinquantotto gli astenuti tra cui la Cina.  Compatta nel sì l’Unione Europea che ha sponsorizzato a 28, Italia inclusa, la richiesta di Kiev. Ribadendo l’impegno per una soluzione politica della crisi, il capo delegazione della Ue Thomas Mayr-Harting ha rinnovato la condanna europea per il referendum “illegale” sulla Crimea e l’annessione della penisola da parte della Russia. Il voto sulla risoluzione non è vincolante, come tutti i documenti approvati dall’Assemblea Generale, ma ha forte valore simbolico e peso morale: il primo barometro della condanna globale dell’annessione della Crimea da parte della Russia. Hanno votato con Mosca contro la richiesta ucraina Cuba, Corea del Nord, Nicaragua, Bielorussia, Bolivia, Siria, Armenia, Sudan, Venezuela e Zimbabwe. “La Crimea era parte integrante della Russia fino a quando i Sovietici non l’hanno ceduta nel 1954”, ha detto l’ambasciatore russo Vitaly Churkin prima del voto. A sostegno della risoluzione era intervenuto il ministro degli esteri di Kiev Andrii Deshchytsia difendendo prima del voto la Carta dell’Onu “chiaramente violata dalla Russia”. Il testo approvato, senza mai tirare in causa Mosca esplicitamente, “afferma l’impegno al rispetto della sovranità, indigenza politica, unità e integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti”. L’intervento militare della Russsia in Ucraina “è una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”, ha dichiarato il rappresentante canadese Guillermo Rishchynski, secondo cui “non è comunque troppo tardi perché la Russia cambi strada”. Espressioni simili a quelle sentite nei giorni scorsi in molte cancellerie internazionale. Ma il commento più intenso tra le dichiarazioni di voto è venuto dal piccolo stato del Costarica: “Quelli come noi – ha detto il suo ambasciatore Eduardo Ulibarri – hanno solo il potere del diritto internazionale per rivendicare la nostra sovranità”. La risoluzione di Kiev “contribuirà a rafforzare questo principio”. (Alessandra Baldini/Ansa)