Ucraina: Il ritorno della Timoshenko, mi candido a presidente

KIEV. – Iulia Timoshenko ci riprova. Sconfitta al fotofinish dall’acerrimo rivale Viktor Ianukovich nel 2010, l’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione ucraina si rimette di nuovo in gioco e, dopo due anni e mezzo dietro le sbarre, fa sapere al mondo di volersi candidare alle presidenziali ucraine del prossimo 25 maggio. L’annuncio è arrivato nello stile grintoso, e forse anche un po’ aggressivo, tipico della “Giovanna d’Arco di Kiev”, che ha bollato tutti gli altri pretendenti alla poltrona presidenziale (alleati compresi) come non all’altezza di gestire la crisi che il Paese sta attraversando, e ha poi definito Putin “il nemico numero uno dell’Ucraina”. Ma la pur carismatica ‘Iulia’ probabilmente non è più popolare come una volta e i sondaggi non la danno di certo in pole position: le assegnano più o meno l’8,2% dei suffragi, una cifra che rischia di non bastarle neanche per arrivare al ballottaggio. Secondo una ricerca condotta dal Centro di ricerche sociali e di marketing Sotsis e da altri istituti, in questo momento davanti a lei ci sono il “dottor Pugno di Ferro”, Vitali Klitschko, con l’8,9% delle preferenze, e soprattutto il “Re del cioccolato”, Petro Poroshenko, ricchissimo oligarca che ha sostenuto la rivolta antigovernativa di Maidan e che sembra pronto a sbaragliare la concorrenza con il 24,9% dei voti. Timoshenko ama presentarsi come la “salvatrice della patria” (e Patria è proprio il nome del suo partito) e, per recuperare lo svantaggio, oggi è tornata a usare toni forti e ha evocato anche l’invasione russa della Crimea – una ferita aperta e sanguinante nell’orgoglio nazionale ucraino – a fini elettorali: “Creerò un esercito moderno”, ha tuonato. Poi si è scagliata contro gli oligarchi corrotti. Ma Timoshenko pochi giorni fa ha fatto uno scivolone: in una telefonata intercettata e pubblicata su internet si è addirittura detta “pronta a imbracciare un mitra e a sparare in fronte” a Vladimir Putin. Poi avrebbe persino suggerito in tono sarcastico di uccidere con armi nucleari gli otto milioni di ucraini di etnia russa, concentrati per lo più nel sud-est del Paese. Quest’ultima frase però, secondo la diretta interessata, sarebbe stata manipolata per metterla in cattiva luce: “In realtà – scrive – ho detto che i russi dell’Ucraina sono ucraini”. Questa telefonata – che secondo l’ex premier è stata intercettata e diffusa dai servizi segreti russi – potrebbe però anche giovare alla Timoshenko, facendola risalire nei sondaggi: frasi così radicali potrebbero portarle i voti dei nazionalisti dell’Ucraina occidentale, mentre la russofona Ucraina orientale a ‘Iulia’ non ha mai fruttato molti voti. A decidere chi sarà il prossimo presidente saranno ovviamente le urne, ma di certo non tutti amano Timoshenko: per i suoi sostenitori è il personaggio carismatico e battagliero che serve al Paese per risollevarsi, mentre per i suoi detrattori rappresenta il corrotto passato post-sovietico degli anni Novanta. E la sua controversa parentesi da oligarca ‘principessa del gas’ offusca ancora la sua immagine. (Giuseppe Agliastro/ANSA)

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