Balotelli risveglio Mondiale, un gol a critiche

MILANO. – Il gol non è certo una novità. La notizia è che finalmente Mario Balotelli è stato determinante in una partita chiave, rendendo meno critica la posizione di Clarence Seedorf sulla panchina del Milan e più solide le certezze del ct Cesare Prandelli in vista del Mondiale. Del torneo iridato l’attaccante parla in continuazione con chi lo circonda. Sfumati campionato e Champions League, è l’obiettivo di una stagione in cui si è confermato il centravanti azzurro più competitivo, seppur con un difetto irrisolto, che in Brasile rischia di costare caro: le ammonizioni. In 31 presenze ne ha ricevute 15 (5 giornate di squalifica in tutto), solo 5 per falli di gioco, il resto per simulazioni e soprattutto per proteste, come quella di ieri sera a Firenze. E a parole si sono aggiunte parole dopo il fischio finale, quando l’attaccante (tempestato per 90′ e oltre di insulti provenienti dagli spalti del Franchi) si è presentato davanti alle telecamere per le interviste a bordo campo. Prima se l’è presa con chi ”dice che non vado neanche ai Mondiali…”. Poi con l’arbitro, ”la persona che mi provocava di più in campo: mi ha ammonito dicendomi che parlavo troppo”. Non esattamente la mossa migliore, e il Milan l’indomani lo ha indotto al mea culpa. ”Mi dispiace per il senso che è stato attribuito alle mie dichiarazioni di ieri: non volevo assolutamente recare offesa al sig. Orsato”, è la dichiarazione apparsa sul sito del club dopo l’allenamento, al termine del quale Balotelli ha lasciato Milanello regalando sorrisi e autografi ai tifosi, come hanno fatto diversi compagni. Scene di ritrovata serenità dopo dieci giorni da brividi. Se Seedorf può allungare il proprio orizzonte e la crisi del Milan è per il momento tornata sotto il livello di guardia (la classifica, però, resta tragica), molto si deve proprio alle due punizioni con cui Balotelli a Firenze prima ha permesso a Mexes di segnare il vantaggio, e poi ha realizzato la sua 16ma rete in 32 partite, massimo bottino stagionale in carriera. D’altronde, fin qui il problema di Balotelli non è mai stato il gol, ma la continuità e la disciplina. Non a caso un paio di settimane fa è arrivato l’avvertimento di Prandelli: in Nazionale nessuno ha il posto assicurato. Più o meno le stesse parole sono state scandite da Seedorf nei giorni precedenti alla sfida con la Fiorentina, per avvertire che gioca chi si allena bene, non conta il nome sulla maglia. Balotelli non era l’unico destinatario del monito dell’olandese che ha ammorbidito i propri dogmi tattici e, raccontano da Milanello, è diventato più rigido con i giocatori. Ne sa qualcosa Honda, che finalmente a Firenze ha dato una mano in copertura. (Paolo Cappelleri/ANSA)

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