Malaysia: Aereo scomparso, altri oggetti avvistati

LONDRA . – Il destino del volo MH370 e delle 239 persone a bordo resta ancora un mistero, forse celato in qualche parte dell’immenso Oceano indiano. E le ricerche che vanno avanti da settimane per capire dove sia finito il Boeing 777 della Malaysia Airlines hanno intrapreso ”una nuova pista credibile”, secondo le autorità. Una pista che ha portato gli aerei di diversi Paesi (Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Usa) a sorvolare una zona a circa 1.100 chilometri a nordest di quella sino ad ora passata al setaccio, quindi più vicino alla costa australiana. ”Le nuove informazioni di cui disponiamo – ha fatto sapere l’Agenzia australiana di Sicurezza marittima (Amsa), che coordina le ricerche – si fondano sull’analisi continua dei dati radar tra il Mar cinese meridionale e il distretto di Malacca prima della perdita del contatto radar” dell’apparecchio. E i dati indicano che l’aereo volava più veloce di quanto stimato, il che implica un consumo maggiore di carburante e una riduzione della distanza possibile percorsa dall’aereo verso il sud dell’Oceano indiano.  Le ricerche sono andate avanti diverse ore: gli aerei hanno pattugliato una zona stimata in 319mila chilometri quadrati e sono stati avvistati numerosi oggetti di colori diversi. Secondo il Times, un P-3 Orion della marina militare neozelandese avrebbe individuato un grande pannello blu, mentre Sky News pubblica la foto di due oggetti in mare, entrambi di colore chiaro. Resta però da capire se si tratti di parti dell’aereo caduto. Le autorità marittime australiane ora impiegheranno le prossime ore a studiare le immagini che hanno raccolto. Serve la conferma diretta da parte di qualche imbarcazione. Secondo la Bbc, nella zona delle ricerche si trova la nave da pattuglia cinese Haixun 01 che si è diretta verso l’area in cui sono stati visti gli oggetti. Mentre i satelliti di diversi Paesi, fra cui il Giappone, continuano a segnalare avvistamenti di possibili resti dell’aereo in tutta la zona ma è come cercare un ago in un pagliaio. Si tratta di una corsa contro il tempo per capire cosa sia successo al volo MH370. Le scatole nere infatti emettono il loro segnale per circa una trentina di giorni. Il rischio è di non riuscire a localizzarle in tempo. Questo mentre continua a salire la tensione fra i parenti dei 153 passeggeri cinesi dell’aereo. Con una lettera hanno chiesto al governo di Pechino di aprire una inchiesta autonoma sull’accaduto, non fidandosi di quanto stanno facendo le autorità malaysiane. (Alessandro Carlini/Ansa)