Atalanta non si ferma più, Bologna in crisi nera

BOLOGNA – Sei vittorie una dietro l’altra l’Atalanta non le aveva mai messe in fila e con il 2-0 al Dall’Ara, oltre che dar seguito a un periodo dorato, rende sempre più convinta la propria corsa all’Europa League. Concreti davanti, nessuna sbavatura dietro, gli uomini di Colantuono stendono con facilità un Bologna che sprofonda sempre più. O meglio, che non riesce a spostarsi dalla zona ‘rossa’ e, quartultimo, aspetta con preoccupazione domani. Ma quel che preoccupa i tifosi che contestano apertamente è che la squadra è in confusione e non segna su azione da inizio febbraio. E adesso per Ballardini il rischio esonero è molto alto. I rossoblù ci mettono 26 minuti questa volta a capitolare, sotto i colpi di De Luca e Estigarribia. Sintomatico della crisi è l’errore del capitano, l’esperto Perez che al 22′ si fa soffiare palla ai 30 metri da De Luca, al quale bastano un paio di finte per sbilanciare la difesa, entrare in area e spedire un sinistro nell’angolino. Quattro minuti e la palla arriva ancora all’attaccante che se la sistema, spalle alla porta, quindi ispira un altro sinistro, quello che Estigarribia da fuori spara sotto l’incrocio dei pali, alla destra di Curci. I tifosi di casa non aspettano neanche che gli atalantini finiscano di festeggiare, per trasformare in contestazione aperta lo striscione esposto in avvio: “Una società di coglioni non dà alibi a voi giocatori”. Mentre la partita prosegue con il sottofondo di cori contro squadra e presidente Albano Guaraldi, oltre un centinaio di sostenitori decidono di dimostrare fisicamente il proprio dissenso, spostandosi in massa sul lato della curva che guarda alla tribuna coperta e da lì rinnovano insulti e minacce al numero uno della società: Guaraldi è da tempo nel mirino e lascerà gli spalti a metà della ripresa. In campo non si può che andare avanti in un clima di tensione, condito da lunghi silenzi del pubblico con anche un ottimo Consigli a negare agli emiliani la possibilità di accorciare, prima su Crespo dopo una ribattuta, poi, su Acquafresca. Ma via via che i minuti passano e il 90′ si avvicina, il Bologna non riesce a produrre nulla più di una sterile buona volontà e per controllarla è sufficiente una difesa schierata in modo ordinato. Inefficaci sono infatti gli innesti dei vari Cristaldo, Ibson e Bianchi buttati dentro da Ballardini per provare a mischiare le carte, mentre la curva scandiva ironicamente i cori celebri dedicati negli anni a gente come Kolivanov, Andersson e Ingesson, ‘assi’ di un passato nemmeno troppo lontano. Per poi riservare all’uscita dal campo ai giocatori del presente una bordata di fischi.

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