Parigi in rosa, Hidalgo sindaco consola socialisti

PARIGI.- Anne Hidalgo è rimasta con il fiato sospeso fino all’ultimo, ma alla fine ha potuto gioire: con il 54,5%, la socialista è la prima donna sindaco di Parigi. “Una grande vittoria”, scrive su Twitter il suo portavoce Bruno Juillard. “Un successo eclatante in un contesto drammatico per la sinistra”, gli ha fatto eco il co-direttore della campagna elettorale Jean-Louis Missika, mentre davanti all’Hotel de Ville della capitale francese si gonfiavano grossi palloni con la scritta ‘Merci Paris’, e si preparava il podio per il suo primo discorso ufficiale. L’entusiasmo della Hidalgo e dei suoi nasconde però la grande paura provata dal campo socialista, che si era trovato in svantaggio, seppur lieve, dopo il primo turno, e che ha dovuto promettere agli alleati verdi 18 seggi in consiglio municipale per assicurarsi il loro indispensabile sostegno. Nella settimana tra i due turni, la Hidalgo, erede designata dal sindaco uscente Bertrand Delanoe, ha moltiplicato gli sforzi, gli incontri con gli elettori e le apparizioni mediatiche, ed è apparsa un po’ nervosa nel dibattito in diretta tv con la rivale di centrodestra, Nathalie Kosciusko-Morizet. Nel pomeriggio di oggi diverse indiscrezioni, rivelatesi poi infondate, parlavano di un suo scivolone e di un clamoroso passaggio di Parigi al centrodestra, dopo due mandati socialisti. Solo alle 20.45, con i primi exit poll favorevoli, il centrosinistra ha potuto tirare il fiato e dare il via ai festeggiamenti. Figlia di immigrati andalusi, sbarcata a Lione ancora bambina e naturalizzata francese a 14 anni, Hidalgo raggiunge così la madrilena Ana Botella nel ristretto circolo delle donne sindaco di capitali europee. Cinquantaquattro anni, laureata in Legge, abita nel sudovest di Parigi dal 1984, quando fu nominata ispettore del lavoro nella cittadina di banlieue di Chevilly-Larue. “Essere parigino non è nascere a Parigi, è rinascerci”, dice, citando Sacha Guitry, nella sua biografia sul sito della campagna elettorale, rimarcando il lungo percorso all’interno del partito, da semplice militante a inviata all’Ufficio internazionale del Lavoro di Ginevra, poi consigliere giuridico nel gabinetto di Martine Aubry al ministero del lavoro, e infine vicesindaco di Parigi e braccio destro di Delanoe. Una scalata non facile, ricordano alcuni suoi sostenitori, in cui spesso la Hidalgo ha dovuto “combattere all’interno del suo stesso campo” per “acquisire la sua autorità e la sua legittimità”, senza però mai tradire il suo credo femminista, prima vera passione politica. Che non di rado l’ha messa al centro di polemiche infuocate, come quando, nel gennaio scorso, disse di “avere del rispetto” e un’opinione benevola per le attiviste a seno nudo delle Femen. Ciononostante, nella sua corsa alla poltrona di sindaco era riuscita a guadagnarsi una fitta lista di sostenitori eccellenti, come il sociologo Alain Touraine, l’ex ministro della Giustizia e celebre giurista Robert Badinter, le attrici Claudia Cardinale, Virginie Ledoyen, Jeanne Moreau e Karine Viard, l’ex presidente del club parigino di rugby Stade Francais e vicepresidente della Lega Rugby Max Guazzini. (Chiara Rancati/ANSA)

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