Germania: Putin come Hitler? Merkel tacita Schaeuble

BERLINO. – Il sommo custode del rigore dei conti tedeschi, Wolfgang Schaeuble, azzarda un paragone storico scivoloso per la Germania, tracciando un parallelo fra la Crimea annessa da Vladimir Putin e i Sudeti di Adolf Hitler. È il primo a farlo nel Paese che fu patria del nazismo. E le sue parole scatenano una bufera, in ore di intensi sforzi diplomatici per disinnescare la crisi ucraina. Tanto che è la stessa cancelliera a scendere in campo per contestare l’affermazione in modo secco: ”Considero la Crimea un fatto a sé stante”, risponde secca Angela Merkel in una conferenza stampa a Berlino, dopo che lo Spiegel online aveva pubblicato la sparata del suo ministro. Schaeuble è tornato in realtà su un’accusa già avanzata da Hillary Clinton, e pochi giorni fa da Iulia Timoshenko: l’evocazione della vicenda storica dei tedeschi dei Sudeti, in nome dei quali il Fuehrer aggredì la Cecoslovacchia agli esordi della II guerra mondiale, non è nuova, anche se tirare fuori il controverso argomento dalla Germania pare ancor più problematico. L’occasione è stata un incontro con studenti al ministero delle Finanze. ”Lo sappiamo dalla storia, Hitler usò questi metodi con il paese dei Sudeti e con molti altri”, avrebbe detto Schaeuble a proposito della Crimea. Inutile il tentativo, qualche ora dopo aver queste parole, di precisarne il contesto. Il ministero ha sottolineato come Schaeuble avesse in effetti specificato di non voler paragonare ”in alcun modo la Russia al terzo Reich”. ”Se qualcuno ha avuto l’impressione che il ministro abbia paragonato Putin a Hitler questo è falso”, è la dichiarazione contenuta in una nota. Spiegazione che non ha potuto frenare le polemiche nel Paese e che certo difficilmente può bastare a Mosca, dove i russi ricordano il secondo conflitto mondiale come un’epopea contro l’invasione tedesca costata all’Urss almeno 20 milioni di morti. La cancelliera, dal canto suo, non ha perso tempo a replicare a margine di un summit col presidente del Senega: dove, dopo aver ribadito di considerare l’annessione della Crimea una chiara violazione del diritto internazionale, ha tuttavia puntualizzato che si tratta di ”un caso a sé”: non adatto a spericolati paragoni storici. L’imbarazzo a Berlino del resto è palese: qualche ora dopo lo stesso Putin ha chiamato al telefono la cancelliera per annunciare un ritiro di unità russe ”in addestramento” dai confini con l’Ucraina. Schaeuble ha intanto innescato un acceso dibattito anche sul fronte interno: contro il ministro hanno tuonato gli alleati di governo socialdemocratici. ”Parallelismi discutibili ostacolano i contributi al rasserenamento e alla soluzione della crisi”, ha detto il vicecapo gruppo parlamentare Spd Rolf Muetzenich. Con tutte le critiche che si possono fare all’azione di Putin non è possibile ”un paragone col signore del terrore Hitler”, ha rincarato la vicepresidente dei Verdi, Claudia Roth. Mentre è stata la Linke, il partito della sinistra radicale, a chiedere che Schaeuble si rimangi pubblicamente il paragone: ”Sarebbe una questione di stile porgere le scuse, se si vuole evitare di deteriorare ancora le relazioni con la Russia”. (Rosanna Pugliese/Ansa)

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