Le nuove sfide per l’internazionalizzazione e per il business “italico” nel mondo

MILANO – “Una nuova strategia con obiettivi e progetti condivisi per la promozione del Made in Italy e del Made by Italy nel mondo”: su questo importante tema si è svolta a Milano una prima riunione dell’Advisory Board di AssoCamereEstero. All’incontro ha partecipato Marco Fedi per conto del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera e nelle veci di Fabio Porta, presidente del Comitato, impossibilitato ad intervenire. Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione dell’Africa-Asia-Oceania-Antartide, ha ricordato che gli eletti all’estero e gli organismi di rappresentanza da tempo stanno cercando di far passare l’idea, nell’opinione pubblica italiana e presso le istituzioni, che il rapporto con l’Italia non deve essere più considerato in termini di sostegno o di relazioni affettive, ma di partecipazione ad un comune sforzo di ripresa e di sviluppo del Paese, che nell’internazionalizzazione deve trovare, come sta già accadendo, il suo fulcro.

“Nessun Paese al mondo, come il nostro – ha ricordato Fedi – possiede una rete così diffusa e radicata di riferimenti da utilizzare. Tra questi le Camere di Commercio italiane nel mondo. Una rete di professionalità ed esperienze al servizio del Paese”. “È sicuramente opportuno che tutti, ad iniziare dai rappresentanti degli operatori economici – ha aggiunto Fedi – facciano uno sforzo per ridefinire, nelle mutate condizioni di mercato e di fronte alla concorrenzialità dei paesi in ascesa, che cosa è oggi il Made in Italy nel mondo, ciò che è necessario conservare e ciò che è utile cambiare”.

Un contributo in questo senso è venuto dalla relazione di apertura, tenuta dal prof. Carlo Alberto Pratesi, che ha aiutato a definire le tipologie rispetto alle quali ridefinire l’agenda degli interventi e delle riforme. “Nelle condizioni di concorrenzialità esistenti nel mercato globale, è indispensabile superare da parte nostra ogni duplicazione – ha aggiunto Fedi -, puntare sull’efficienza del sistema, con un’Agenzia governativa ICE che, attraverso dei veri e propri hub geo-politico-commerciali nel mondo, concorra alla conoscenza dei mercati ed alle strategie nazionali. In questo sforzo un ruolo di rilievo devono avere rinnovate Camere di Commercio che attingano anche alle nuove professionalità nel mondo, espressione più attuale del grande patrimonio dell’emigrazione, e una rete diplomatica che sia capace di trasformare l’azione internazionale del nostro Paese in opportunità di crescita economica”.  “In sostanza, è necessario guardare all’internazionalizzazione in modo integrato, utilizzando in parallelo e contemporaneamente la leva della diplomazia, quella della promozione economica e commerciale, la circolarità della ricerca, soprattutto di quella applicata, la lingua e la cultura, i beni culturali, il turismo, le relazioni delle Regioni con le proprie comunità, i progetti e gli accordi tra le università”. In questa ottica – ha tenuto a sottolineare l’On. Fedi – diviene indispensabile il rapporto ed il coinvolgimento diretto delle rappresentanze delle comunità italiane nel mondo: associazioni, Comites e CGIE.

Le audizioni condotte in sede di Comitato per gli italiani nel mondo e per la promozione del sistema Paese della Commissione affari esteri della Camera si prefiggevano di portare avanti un serio approfondimento teso ad individuare strategie ed aree di riforma. In conclusione, l’On. Marco Fedi ha annunciato che il prossimo 18 giugno, in un’iniziativa pubblica presso la Camera dei Deputati, Il Comitato per gli italiani nel mondo trarrà le conclusioni di questa attività in un momento di confronto istituzionale, con il concorso di operatori del settore e della stessa Assocamerestero. (Inform)