Renzi-Blair, faccia a faccia pensando rete laburista

LONDRA. – Si sono dati appuntamento a dopo le europee, Matteo Renzi e Ed Miliband. Per ragionare su un rilancio dell’iniziativa dei progressisti del vecchio continente. E così la due giorni londinese è diventata anche l’occasione per il premier italiano di proiettarsi da segretario del Partito Democratico su un asse che passa da Londra e potrebbe vedere protagonista la nuova generazione di leader del centro-sinistra europeo. La fonte di ispirazione cui non ha mai nascosto di guardare Renzi è la “terza via” di Tony Blair. E proprio con Blair, Renzi è riuscito ad avere un lungo confronto a cena ospitato all’Ambasciata italiana a Londra. I due hanno discusso di politica estera, di Medio Oriente, di Egitto, i temi che in questa fase occupano l’agenda di Blair. Ma c’è stato spazio per parlare di tutto: un momento ”molto piacevole” lo ha definito Renzi, e certamente prezioso per il suo possibile giovane ‘erede’, come lo descrive anche oggi il Financial Times. Nelle ore in cui Renzi incontra la nuova e la vecchia guardia del partito laburista – non solo Ed Miliband e Tony Blair, ma anche Peter Mandelson e Duglas Alexander – il quotidiano della City in un editoriale riflette proprio sul futuro dei progressisti dell’Ue. Potrà lo spirito di Tony Blair e Gerhard Schroder pervadere i loro successori? Questa in sintesi la domanda che si pone, con riferimento al nuovo premier francese Manuel Valls e al presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, esempio – sostiene il giornale – di come il vento per la politica di centro-sinistra europea stia nuovamente cambiando in favore di una generazione di leader ”giovane, consapevolmente dinamica, sprezzante delle parole d’ordine socialiste e che, in alcuni casi, ricevono maggiore fiducia dal pubblico che tra i loro sostenitori nel partito”. Secondo Ft per questi ‘volti nuovi’, la strada potrebbe risultare però più dura che per i loro predecessori. A partire dal fatto che sia Valls che Renzi devono da subito mostrarsi ”più capaci di Jean-Marc Ayrault, Hollande o Enrico Letta nel rilanciare l’economia”. Intanto ”le sfide economiche, sociali ed elettorali per i leader di centro-sinistra oggi sono più acute di quelle che dovettero affrontare Blair e Schroder 15 anni fa”. E poi oggi la sinistra in Europa occidentale è percepita da molti come quella che promette e non protegge il welfare, che non sa gestire l’immigrazione e che non sa bene come controllare il deficit e ripagare il debito. Allora solo ”se Valls e Renzi riescono a modificare queste percezioni” potranno conquistare il loro posto, lì insieme con i loro ispiratori e predecessori. Per il momento è soltanto un riannodare i fili nel Pse dopo le europee, primo passo per capire se ci sono le condizioni affinchè i nuovi leader della sinistra europea trovino una loro ‘terza via’. (di Anna Lisa Rapanà e Serenella Mattera/ANSA)