Obama: andare in fondo a scandalo General Motors

NEW YORK. – Mary Barra ancora sotto torchio in Congresso: per la seconda giornata consecutiva, l’amministratore delegato di General Motors torna in aula per rispondere dei maxi-richiami della casa automobilistica e dei ritardi con cui sono stati effettuati, che hanno causato vittime. Ribadisce che l’indagine interna sarà approfondita: ”Ci vorranno 45-60 giorni” per capire cosa non abbia funzionato. Intanto le prime riforme sono già partite: i vertici saranno maggiormente coinvolti nel processo dei richiami. E’ necessario ”arrivare fino in fondo” e capire cosa sia successo, afferma il presidente americano Barack Obama. Ma ancora una volta Barra non sembra scalfire l’ostilità dei senatori americani, che la incalzano e chiedono risposte, puntando il dito contro una cultura di ”occultamento”, con gli ingegneri di Gm che sapevano ma hanno ingannato, e sulle possibili azioni penali che la casa di Detroit potrebbe trovarsi ad affrontare. Il nodo è la bancarotta, processo durante il quale la società è stata divisa in due: la nuova Gm, quella attuale, e la vecchia Gm, quella rimasta in bancarotta con gli asset cattivi quali gli impianti chiusi e le responsabilità e pendenze legali per gli incidenti avvenuti prima del 2009. Le indagini in corso, anche quelle da parte delle autorità americane, puntano ad accertare se Gm sapesse del difetto quando è’ entrata in bancarotta e abbai mentito commettendo frode. Il difetto risale a oltre un decennio fa, come ammesso da Barra precisando di non sapere come mai ci sia voluto così tanto tempo per i richiami. Barra si impegna, davanti al Senato, a cambiare sia ”le persone sia il processo” dei richiami e della sicurezza, come dimostrano gli appena istituti incontri mensili di Barra con il vice presidente mondiale per la sicurezza. Apparentemente soddisfatto di come si sia mossa Gm è Obama, in queste ore in Michigan, lo stato casa di Gm. Ma invita a non mollare la presa: è necessario andare ”fino in fondo per capire cosa è realmente successo e cosa può essere fatto per prevenire simili tragedie nel futuro”. Promuove Barra ma boccia, augurando la pena di morte, i ”criminali” che all’interno di Gm hanno deciso, in modo premeditato, di uccidere vite umane per soli 10 dollari: ”Hanno effettuato un’analisi costi-benefici e concluso che rimborsare le famiglie delle vittime sarebbe stato meno costoso che installare nelle auto un componente il cui prezzo è di 10 dollari”.