Renzi, riforme avanti come rullo compressore

Pubblicato il 03 aprile 2014 da redazione

ROMA. – “Un rullo compressore” con tempi certi e pronto a “restituire una speranza concreta all’Italia”. Non rallenta, nonostante le difficoltà dell’accordo con FI sull’Italicum e una riforma del Senato che ha creato qualche malumore anche nel Pd, il treno delle riforme targato Matteo Renzi. E il presidente del Consiglio lo ribadisce in tv, a ‘Otto e mezzo’, al termine di una giornata fitta di incontri, tutti piuttosto delicati: da quello con i plenipotenziari di Silvio Berlusconi, Denis Verdini e Gianni Letta, al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, passando per un pranzo con l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni. Incontri che hanno avuto sul tavolo alcuni i temi più caldi del momento: dalle riforme al Def – che sarà presentato martedì – fino alla partita delle nomine, facendo anche riferimento alla questione Eni. Tutti argomenti sui quali Renzi ha ribadito di non voler arretrare di un millimetro. “Il patto reggerà: io sono molto convinto che le riforme promesse andranno avanti”, spiega, riassumendo il suo incontro di questa mattina con Verdini e Gianni Letta. E, augurandosi che FI resti nell’accordo, il premier sottolinea come non avrebbe alcun problema ad una replica dell’incontro del Nazareno puntualizzando allo stesso tempo che Berlusconi ha fatto “la scelta importante di stare al tavolo delle riforme”. Riforme che devono andare avanti, altrimenti vanno tutti a casa, è il warning che Renzi lancia soprattutto ai suoi oppositori interni, a cominciare dai 22 senatori Pd che hanno presentato un ddl parallelo sulla riforma del Senato: “non non ha alcuna chance di passare, non hanno i voti”, taglia corto il premier e segretario dem. Con chi, come il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta, oggi ha gridato al golpe al momento dell’approvazione definitiva del ddl Delrio, Renzi è ancora più duro. “Con tutti i problemi che ha l’Italia posso preoccuparmi di cosa dice Brunetta?”, è la domanda che pone, provocatoriamente, presentando il ddl sulle province come segno di un esecutivo che non vuole “perdere la faccia”. Perché, tiene a sottolineare Renzi, la differenza rispetto al passato non sta nel programma ma nel cronoprogramma, nel fatto che il governo accompagni ai suoi annunci date certe. E Renzi annuncia altri appuntamenti chiave per il governo, a cominciare da martedì 8 aprile, quando sarà presentato il Def. Mentre il 15-16 aprile “ci sarà il Cdm per sbloccare i denari che servono per il taglio dell’Irpef”, spiega ancora precisando che saranno materialmente indicate le coperture per gli 80 euro in busta paga previsti per i redditi più bassi in maggio. Coperture sulle quali Renzi torna a diradare ogni dubbio. “Il 3,1%” del deficit/Pil “non lo faremo. Punto. Noi non siamo nei guai”, assicura il premier spiegando come il grosso della copertura deriverà dalla spending review. Su un altra partita incombente – quella delle nomine entro metà aprile -, Renzi, invece, non si sbilancia ma mostra fermezza: “Faremo le nostre scelte di cui mi assumerò tutte le responsabilità”. Scelte che saranno anche conseguenze dei progetti industriali delle imprese, aggiunge, definendo Eni un pezzo fondamentale “della nostra credibilità nel mondo”. Ma gli appuntamenti per Renzi, sono ormai anche elettorali. Come quello delle europee, dove è Beppe Grillo il nemico numero uno. Una vittoria del M5S sul Pd non comporterebbe le dimissioni del premier, precisa Renzi. “Noi stiano facendo le riforme, lui vota contro”, è il guanto di sfida lanciato dal ‘rottamatore’. (Michele Esposito/ANSA)

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