Elisabetta IIª: Regina a Roma, “tornare è sempre una nuova scoperta”

ROMA. – “Il Torrino del Quirinale con la sua vista su Roma è senza dubbio la dining room più suggestiva per una colazione. Ogni volta tornare in Italia è sempre una nuova scoperta!”. Davanti a un panorama mozzafiato durante la colazione al Colle, Elisabetta ha confidato all’amico Giorgio Napolitano tutta la sua ammirazione. “Her Majesty the Queen”, fanno sapere fonti diplomatiche, è stata “cordiale e rilassata”. Nessun politico tra gli ospiti, a tavola al Quirinale c’erano “solo” una decina di commensali, tra questi l’ambasciatore britannico Christopher Prentice con la moglie, quello italiano in Gran Bretagna Pasquale Terracciano e consorte, il consigliere diplomatico presso la presidenza della Repubblica Zanardi Landi e signora. La regina negli ultimi tempi, anche per l’età avanzata, è solita centellinare i sui spostamenti all’estero. Quest’anno andrà in visita di Stato solo in Francia a giugno per le celebrazioni dello sbraco in Normandia, e dunque quello in Italia da Napolitano – unico altro viaggio del 2014 – assume un significato particolare e conferma l’enorme stima della sovrana nei confronti del presidente della Repubblica che aveva ricevuto a Londra nel 2011. Elisabetta e Giorgio, 177 anni in due: il presidente ne compie 89 il 25 giugno, The Queen 88 il 21 aprile. Elisabetta II e l’ultranovantenne principe consorte sono stati ricevuti intorno alle 13 dal presidente della Repubblica. La visita al Quirinale, tra colloquio e il pranzo, è durata circa due ore, un po’ più del previsto. Colpa anche del sostanzioso menù che Napolitano ha offerto ai suoi ospiti: come entrée un risotto alle erbe aromatiche, delicato preludio all’agnello arrosto. Quindi un millefoglie di patate, seguito da sformatini di caponata, tipico piatto agrodolce del Sud. Infine, fagiolini al vapore prima di chiudere con un bonet, dolce al cucchiaio tipico delle Langhe, a base di cacao, liquore e amaretti secchi. Niente inchino, solo strette di mano all’arrivo al Quirinale. La regina – soprabito color glicine dello stilista inglese Stewart Parvin con appuntata la spilla di zaffiri con rifiniture in oro e circondata da diamanti acquistata nel 1934 della nonna, la regina Mary, e regalata a Elisabetta nel 1953, e cappello intonato ornato di fiori disegnato da Rachel Trevor-Morgan – e il consorte, il principe Filippo, sono stati accolti nel cortile d’onore del Quirinale dal presidente della Repubblica Napolitano e dalla moglie Clio che sfoggiava una giacca con sfondo bianco e disegnini floreali sul nero e una spilla di corallo. Misurata diplomazia anche negli argomenti affrontati nel faccia a faccia con Napolitano, al quale non ha assistito nessuno. L’incontro si è prolungato più del previsto, tanto che la regina è arrivata con una ventina di minuti di ritardo all’appuntamento con papa Francesco in Vaticano. “Mi scusi per l’attesa, ma ero impegnata in un piacevole pranzo con il presidente”, si è “giustificata” la sovrana prima di entrare nello studiolo dell’aula Paolo VI. Il Papa l’ha accolta con un sorriso e un “welcome”, facendo un gesto molto gentile, come per inchinarsi. E quando il Duca di Edimburgo ha fatto segno alla regina di far passare prima il Papa, Francesco le ha comunque lasciato il passo. L’incontro è durato circa trenta minuti. La regina ha ricevuto dal Pontefice anche un dono per il royal baby, il principino George, figlio di William e Kate: un globo in pietra pregiata sormontato da un croce. A Elisabetta II, invece, il pontefice ha regalato un’antica pergamena, risalente al 1679, con un messaggio di benedizione Urbi et Orbi del cardinale Cesare Facchinetti. Come in ogni sua uscita ufficiale, Elisabetta anche a Roma ha sfoggiato il suo personalissimo stile, fatto di mise dai toni diversi. Andando indietro negli anni si può notare nelle foto un’incredibile galleria di sfumature. E in quest’occasione a Roma ha scelto il glicine. (Nicoletta Tamberlich/Ansa)