Il sottosegretario Giro in Venezuela: “Non si può costruire un Paese sulla violenza”

Pubblicato il 03 aprile 2014 da redazione

CARACAS – “Non si puó costruire un Paese sulla violenza. Pensiamo che la violenza sia un qualcosa che ti sfugge di mano e ti porta dove non vuoi. L’Italia crede che vada aperto un dialogo serio, disarmando gli animi e disarmando le parole. In Italia diciamo che le parole sono come pietre. Questo è stato detto anche dalla delegazione di Unasur, quando è venuta in Venezuela”. Così il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, con brevi pennellate ha illustrato la posizione dell’Italia, di fronte alle proteste che interessano tutto il Paese e che coinvolgono fortemente la nostra Collettività attiva sia nell’uno che nell’altro schieramento.

Dopo l’incontro a porte chiuse con alcuni esponenti della nostra comunità (Antonella Pinto, presidente di Fegiv; Mariano Palazzo, presidente di Faiv; Michele Buscemi, presidente del Comites di Caracas; Nello Collevecchio, membro del Cgie e Pietro Caschetta, presidente del Centro Italiano Venezolano) e prima di ascoltare le mogli del Sindaco di San Diego, Rosa Scarano, e del Direttore della Polizia dello Stesso Comune, Maria Alejandra Lucchese, il Sottosegretario agli Esteri ha voluto incontrare i rappresentanti dei mass-media italo-venezuelani.

– L’Italia – ha esordito Giro – segue da vicino le vicende venezuelane. Sa bene che il Venezuela ha accolto con generosità la sua comunità. Quindi oggi la mia presenza in questo paese è una presenza nel segno dell’amicizia. Siamo vicini al Venezuela, al popolo venezuelano anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.

Il sottosegretario ha quindi ricordato “il rapporto preferenziale che l’Italia e il Venezuela hanno sempre avuto” e  ha sottolineato che la sua presenza nel Paese vuole appunto testimoniare quanto forte sia questo rapporto.

– Innanzitutto – ha proseguito Giro –, pensiamo che la prima cosa importante da dire, il messaggio che il Governo italiano vuole inviare con forza, è un’esortazione affinché cessi la violenza.

Ha parlato dell’importanza del  dialogo, ricordando che l’Italia “ha potuto ricostruire l’Unità nazionale sulla base del dialogo democratico”.

– Dialogo – ha rimarcato – non è una parola vaga. E’ un metodo democratico che si basa sui diritti di ciascuno e sulla libertà. Noi – ha aggiunto – crediamo fortemente che si debba e si possa riprendere un dialogo in questo Paese per preservare il bene più prezioso per ogni venezuelano: l’unità della Patria.

Si è quindi detto sicuro e fiducioso che “il governo e le opposizioni troveranno una via condivisa per il dialogo e per l’unità”. Dopo aver ricordato la presenza nel Paese di una “grande comunità italo-venezolana, ha concluso:

– Pensiamo che il metodo più efficace per un vero dialogo sia innanzitutto quello di cercare ciò che unisce e di mettere da parte ciò che divide.

Il Sottosegretario Giro ha assicurato che negli incontri con le autorità venezuelane avrebbe parlato innanzitutto della nostra Collettività e del futuro del Paese, e che avrebbe sondato la possibilità di assegnare un ruolo all’Italia per favorire l’avvio  del dialogo.

Nell’incontro con gli esponenti della nostra Comunità, il sottosegretario ha essenzialmente ascoltato e preso appunti. Il membro del Cgie, Nello Collevecchio, ha parlato del clima di insicurezza che si vive oggi nel Paese, insicurezza che castiga la nostra Collettività spesso vittima di sequestri. Ha anche illustrato al sottosegretario quanto sia pesante, oggi, l’intervento delle forze dell’ordine nella repressione delle proteste. Dal canto suo, Michele Buscemi, presidente del Comites ha toccato il tema economico mentre Antonella Pinto non solo ha parlato brevemente della realtà dei giovani italo-venezuelani ma  ha anche espresso preoccupazione per l’arresto di Enzo Scarano e Salvatore Lucchese, condannati a 10 mesi di carcere. Concludeva Mariano Palazzo suggerendo di portare ad esempio il lavoro che svolge il Gruppo Parlamentare Venezuela-Italia a dimostrazione della possibilità di costruire l’ unione nella diversità.

Rosa Scarano e Maria Alejandra Lucchese, mogli dei connazionali chiusi nel carcere militare di Ramo Verde, all’uscita dall’incontro con il sottosegretario si sono dette soddisfatte e hanno espresso la speranza di riavere presto i propri cari di nuovo in casa.

Intanto in Italia la ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel commentare la missione del sottosegretario Giro in Venezuela, ha detto:

– Sosteniamo con grande convinzione lo sforzo delle organizzazioni dell’America latina per cercare di avviare un dialogo costruttivo tra governo e opposizione. La situazione che c’è in questo momento in Venezuela deve assolutamente finire.

La titolare della Farnesina, inoltre, ha ricordato di aver incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore di Caracas a Roma per “presentargli la nostra preoccupazione non solo per gli italiani, ma per il corso che stanno prendendo gli eventi”.

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