Afghanistan: donne, “al voto per cambiare il futuro”

KABUL – “Questo voto per ogni donna afghana non è solo un voto, ma un modo di dire no alla discriminazione, alla violenza e all’ingiustizia contro la donne. Ogni voto e ogni scelta consapevole ci avvicina al raggiungimento dell’uguaglianza fra esseri umani”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Masuma Mohammadi, donna afghana che osserva con speranza la prima transizione democratica nel suo paese minato da quasi tre decenni di guerra continua. Le speranze di Masuma per un futuro migliore per le donne in Afghanistan si sommano a quelle di tante altre. Shahla Zaland, cantante, vorrebbe che queste elezioni possano portare la pace nel paese e più diritti alle donne: “ho visto la partecipazione delle donne, e spero che le donne saranno in grado di ottenere i loro diritti dopo queste elezioni”. Mentre l’attivista Sima Samar capo della Afghanistan Independent Human Rights Commission osserva soddisfatta che l’affluenza femminile alle urne è molto alta. E mentre viene imposto ai votanti di intingere il dito in un calamaio colmo di inchiostro per evitare brogli, Sima che ha già votato, osserva che persino l’inchiostro rimasto sul suo dito questa volta è di una qualità migliore rispetto alle elezioni precedenti. “L’ultima volta che ho votato – dice – sono riuscita a togliere l’inchiostro dal dito, ma oggi ho provato e non è stato possibile”. Ma se la popolazione femminile guarda a queste elezioni con molta speranza non sono poi molte le donne candidate. Nessuna tra gli otto candidati alle presidenziali, e solo 299 donne tra i 2.595 candidati alle elezioni per i consigli provinciali. Poco più del 10% La Commissione elettorale indipendente (IEC) ha intrapreso dallo scorso anno una significativa campagna di registrazione degli elettori, raggiungendo un target di quasi il 40% di aventi diritto al voto di sesso femminile. La IEC ha registrato 3,6 milioni di nuovi elettori, di cui 1,2 milioni sono donne.