Renzi al lavoro su Def. Salvaguardata sanità

ROMA. – La messa a punto del Def, con il nuovo quadro previsionale ma anche con l’indicazione delle linee delle riforme, incombe. Il premier Matteo Renzi accelera così il suo ritorno a Roma per mettersi a lavorare sul dossier, in continuo contatto con il ministero dell’Economia, dove diversi gruppi di lavoro sono impegnati in vista della presentazione ufficiale di martedì. Al momento sarebbero evitati tagli lineari e, rispetto alle indiscrezioni circolate, ci sarebbe una salvaguardia del capitolo Sanità, accogliendo le preoccupazioni del ministro Lorenzin. Anche Domenica comunque sarà votata al lavoro, per la definizione degli ultimi dettagli e nella messa a punto dei numeri che costituiranno la base delle politiche macroeconomiche del governo. La crescita prevista per quest’anno dovrebbe assestarsi sullo 0,8% – o al massimo sullo 0,9% – (contro l’1% previsto dal governo Letta). Il deficit dovrebbe essere invece compreso, come già stimato, tra il 2,5% e il 2,6%. Allo stesso tempo il piano di rientro del debito, nota dolente per il nostro Paese, dovrebbe essere confermato nei tempi e nei modi stabiliti finora, rimandando ogni possibile contrattazione sul fiscal compact con Bruxelles all’estate, ovvero al semestre italiano di presidenza europea. Il documento conterrà anche le indicazioni sul piano di riforme economiche e fiscali che l’esecutivo intende portare avanti e che saranno veramente efficaci, ha spiegato il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, “se l’orizzonte del governo sarà il 2018”. Un capitolo potrebbe contenere inoltre le linee guida della spending review come indicato da Carlo Cottarelli. Il supercommissario, a Cernobbio per il consueto appuntamento del workshop Ambrosetti, ha tagliato corto sui tagli alla spesa, limitandosi a rimandare appunto alla visione del testo di martedì. Nel documento non dovrebbero essere contenuti i dettagli del piano che servirà a coprire il taglio Irpef, ma rientreranno con ogni probabilità i grandi numeri previsti anno per anno, senza una specifica dei singoli interventi. Di sicuro niente tagli lineari – assicurano da Palazzo Chigi – mentre sulla sanità l’impressione è che alla fine non ci saranno i tagli oggi paventati e saranno accolte le richieste di salvaguardia che arrivano dal ministro Lorenzin. Ma per i singoli interventi c’è tempo ancora un’altra settimana. Quando, appunto, arriverà l decreto che taglierà le tasse, come previsto e come ribadito anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per 10 milioni di italiani. Le coperture necessarie ammontano a 7,7 miliardi di euro, anche se, ha evidenziato ancora Morando, per allineare l’Italia alla media europea in termini di cuneo fiscale servirebbero tra i 32 e i 33 miliardi. Una cifra che coincide con l’obiettivo strutturale indicato per il triennio dal piano Cottarelli. Molte delle risorse della spending review sono però in realtà già impegnate dalla legge di stabilità per evitare la riduzione delle detrazioni e non potranno quindi essere interamente destinate all’unico scopo del taglio del cuneo.