Afghanistan: Altro sangue, rischio spoglio voti irregolare

KABUL. – La giornata di votazioni per le presidenziali, salutata sostanzialmente come un successo, è ormai alle spalle, ma non lo é la agghiacciante violenza che quotidianamente accompagna la vita degli afghani. Un veicolo per il trasporto di passeggeri ha infatti urtato un ordigno rudimentale (ied) nella provincia di Khandahar, con un bilancio di ben 15 morti e quattro feriti.  La tragedia é avvenuta nel devastato distretto di Maiwand, lo stesso dove poco dopo, sulla statale fra Khandahar City e Kabul, un kamikaze a bordo di una auto si è schiantato contro un automezzo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che, secondo testimoni oculari, si è incendiato. Non si sa se l’impatto abbia causato vittime. E per dare materiale al cruento bilancio di ieri, Tolo Tv riferisce che un drone ha attaccato postazioni dei talebani nella provincia nord-orientale di Kunar, facendo dieci morti, fra cui il governatore ombra provinciale ed uno distrettuale. Tutto questo mentre nell’ambito di un accurato piano di sicurezza le urne contenenti i voti delle 34 province stanno confluendo su Kabul, dove avverrà una nuova verifica prima del consolidamento dei risultati.  Come era prevedibile, la Commissione elettorale indipendente (Ied) ha annunciato che se possibile i primi risultati preliminari non ufficiali, ma globali, saranno presentati all’opinione pubblica non prima del 24 aprile. Ma già in settimana, ha aggiunto un portavoce, qualcosa potrebbe sapersi del voto a Kabul ed il qualche altra grande città. Dopo il coro internazionale di elogi al governo afghano per aver saputo gestire una difficilissima giornata elettorale che si è svolta in un quadro di pesanti minacce dei talebani, gli osservatori che hanno seguito le operazioni di voto hanno, quasi all’unanimità, sottolineato che ora la fase più delicata è diventata quella dello spoglio delle schede e dell’individuazione di eventuali brogli. In una conferenza stampa a Kabul, l’Istituto nazionale democratico (Ndi), basato negli Usa, ha rivolto un appello agli osservatori di ogni estrazione, e quindi anche ai suoi, a seguire con grande attenzione lo scrutinio e a verificare le denunce di brogli. Lo stesso ha fatto un po’ più tardi Naeem Asghary, portavoce di un’altra importante ong di monitoraggio, il forum Elezioni libere e trasparenti in Afghanistan (Fefa). “E’ ovvio che ci sono stati brogli sui quali si dovrà indagare – ha detto – e stiamo preparando un documento che oggi manderemo alla Commissione indipendente per i reclami elettorali (Eicc)”. Un appello analogo è venuto infine anche dal responsabile del team degli osservatori dell’Unione europea (Ue), l’olandese Thijs Berman, che ha incoraggiato la Iec “a continuare a sviluppare il suo lavoro e a contare i voti con il massimo di trasparenza”. Berman ha concluso dicendo che la mancanza di liste elettorali verificate e serie sono state il “peccato originale” di queste elezioni afghane. Secondo una stima della Iec – ha indicato – “gli aventi diritto al voto sarebbero stati circa 13,5 milioni, mentre sono state stampate 21 milioni di tessere elettorali”. (Maurizio Salvi/Ansa)

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