Porta: “Le istituzioni italiane preoccupate per quanto accade in Venezuela”

Pubblicato il 07 aprile 2014 da redazione

CARACAS – “E’ una iniziativa che ho preso, come parlamentare e come presidente del “Comitato degli Italiani nel Mondo”, per dimostrare anche attraverso una presenza fisica, la nostra vicinanza alla Collettività italiana del Venezuela che, in questi anni, ha forse sofferto più di altre. L’idea di organizzare una visita in Venezuela è stata positivamente accolta anche dagli altri colleghi eletti in America Latina che hanno subito aderito. Inoltre, sono convinto della necessità, in questa particolare circostanza, di inviare un messaggio chiaro a tutti i livelli in Venezuela e soprattutto alla nostra Collettività: le istituzioni italiane seguono con preoccupazione gli eventi del Paese. Questo vale sia per il Parlamento sia per il Governo”. L’On. Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione America Meridionale, parla scandendo le parole. Lo raggiungiamo telefonicamente nel week-end, alla vigilia della missione che, assieme ai colleghi parlamentari Renata Bueno, Mario Borghese, Claudio Zinc e Fausto Longo, lo vedrà impegnato in incontri con i deputati del “Grupo de la Amistad Venezuela-Italia”, probabilmente con esponenti del Governo e dell’Opposizione e, quindi, oggi alle 18, nel Salón Italia del Centro Italiano Venezolano di Caracas, con la nostra Collettività.

– In qualche modo – prosegue l’On. Porta -, la nostra visita in Venezuela si riallaccia a quella recente del sottosegretario agli Esteri, Mario Giro. E, secondo me, dovrebbe essere il preludio di altre missioni importanti. In questa difficile congiuntura, non possiamo lasciare soli i nostri connazionali. Dobbiamo essere presenti, accanto a loro.

Le proteste, accompagnate troppo spesso da una inutile ed eccessiva repressione, sono oggi parte della nostra quotidianità; una quotidianità che è rimbalzata sui media di mezzo mondo compresi quelli italiani, generalmente poco attenti a quanto accade nel nord del Sudamerica. Sulle pagine dei principali quotidiani del Bel Paese hanno trovato spazio la tragica morte del giovane Roberto Annese a Maracaibo; il pestaggio a sangue dello studente Maurizio Ottaviani; le condanne a 10 mesi di reclusione per il Sindaco e il Direttore della Polizia, Enzo Scarano e Salvatore Lucchese; e gli arresti del giornalista Gianfranco Di Giacomantonio, della fotoreporter Francesca Commissari e dei tanti studenti di origine italiana catturati e rilasciati dalle Forze dell’Ordine. E’ per questo che chiediamo:

– Qual è la percezione che si ha in Italia di quel che accade in Venezuela?

– Dopo un primo momento nel quale la coincidenza con le vicende dell’Ucraina aveva un po’ oscurato quanto stava parallelamente accadendo in Venezuela – ci dice il parlamentare -, le proteste, i tanti morti, la violenta repressione, hanno avuto un buon livello di attenzione da parte dei media e dell’Opinione pubblica.

Spiega che si ha l’impressione di essere di fronte ad un paese con grandi disagi, soprattutto nei ceti medi e in particolare nella nostra comunità, e con una conflittualità assai pronunciata.

Dopo aver rivendicato d’essere stato il primo nel Parlamento a porre l’accento su quanto stava accedendo in Venezuela, commenta:

– Mi pare che il Governo abbia manifestato interesse e preoccupazione. La ministro degli Esteri ha chiamato a consultazioni l’Ambasciatore del Venezuela a Roma per acquisire informazioni e il sottosegretario Giro si è recato in visita nel Paese.

– E’ forse questa la prima volta che viene in Venezuela una missione con tutti i parlamentari della nostra circoscrizione. Come interpretare questa iniziativa?

– E’ un segnale di grande rilievo – afferma immediatamente -. E’ la prima volta che gli eletti di una ripartizione prendono una iniziativa congiunta. Ed è ancor più importante perchè nessuno di noi è stato eletto in Venezuela. Il nostro, quindi, è un segnale di solidarietà verso il Paese. Vuole anche essere un segnale politico, in un momento in cui la Circoscrizione estero viene messa in dubbio.

Afferma che al suo rientro in Italia, proporrà “una missione ufficiale del Parlamento in Venezuela”.

– I parlamentari votati all’estero – sottolinea – sono le antenne più sensibili al rapporto che l’Italia ha con i Paesi e le nostre comunità. Credo che si stia dando un segnale positivo di ciò che possono fare gli eletti all’estero.

Per quel che riguarda, invece, il sottosegretario Giro e la sua recente missione in Venezuela, spiega che questi “d’accordo con il ministro degli Esteri, sta portando avanti una strategia di ruolo attivo del Governo italiano”.

– Nonostante sia stata una visita di poche ore – precisa l’On. Porta -, è stata molto importante.

Sostiene che il sottosegretario, al quale molto probabilmente verrà assegnata la delega per gli Italiani all’Estero, “ha dimostrato grande attenzione e sensibilità”.

– E’ una persona di gran cultura e piena di cuore – assicura -. In Venezuela non è venuto unicamente a salvaguardare gli interessi delle aziende italiane, come si è fatto in passato, ma innanzi tutto per manifestare preoccupazione verso la nostra comunità e farle sentire la vicinanza del Governo.

Dopo aver affermato che è ancora troppo presto perché vi siano echi della visita in Venezuela del sottosegretario Giro, assicura che, non appena rientrerà in Italia, promuoverà un’audizione nella Camera e nel Senato per riferire del viaggio in  Venezuela.

– Durante i vostri incontri con  le autorità venezuelane, proporrete anche voi, come ha già fatto il sottosegretario Giro, un ruolo dell’Italia in un’eventuale mediazione volta a superare la conflittualità che vive il Venezuela?

– Secondo noi – sostiene per concludere -, l’Italia deve assumere un ruolo propositivo. Il nostro paese può essere un facilitatore del processo di mediazione che è in atto. L’Italia potrebbe fungere da ponte tra il Venezuela e l’Europa, dando un contributo al processo di pacificazione. La radicalizzazione degli scontri, del conflitto in generale non farebbe che male e i venezuelani sarebbero i primi purtroppo a subirne le conseguenze.

 Mauro Bafile

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