Gb-Irlanda mai così vicine, storica visita a Westminster

LONDRA. – ”I legami tra Gran Bretagna e Irlanda sono forti e sicuri”. C’è chi non avrebbe mai pensato di ascoltare queste parole. Le ha pronunciate il presidente irlandese Michael Higgins in uno storico intervento a Westminster. E’ la prima volta che un capo di Stato della Repubblica d’Irlanda entra in questa veste nel Parlamento britannico. Che porge la mano a Londra e la stringe agli interlocutori britannici, in nome di una riconciliazione finalmente compiuta. E ancor più impensabile sembrava fino ad oggi che presidente irlandese potesse essere accolto dalla regina così, con gli onori che a Higgins sono stati riservati per questa visita ufficiale che durerà fino a venerdì. Elisabetta II gli apre le porte del castello di Windsor, dove si tiene un banchetto di fatto in suo onore, al quale fra gli invitati figurano il premier David Cameron, oltre ai rappresentanti del governo dell’Ulster: il primo ministro Peter Robinson, e il suo vice Martin McGuinness, un tempo comandante della guerriglia dell’Ira e nemico giurato degli inglesi e della loro dinastia. La sovrana ha già incontrato in effetti McGuinness nel corso di una visita a Belfast nel giugno 2012. In quell’occasione i due si erano stretti la mano davanti alle telecamere, un gesto altamente simbolico, audace in qualche modo e di sicuro effetto. Soprattutto per chi ricorda che McGuinness era già un alto dirigente dell’Ira quando nel 1979 l’organizzazione repubblicana uccise Lord Mountbatten, ultimo vicerè dell’India e zio materno del principe Filippo. C’è chi ritiene però che senza quella stretta di mano Higgins non sarebbe arrivato a Londra. Così come la visita di Stato non sarebbe stata possibile se tre anni fa Elisabetta II non avesse deposto una corona di fiori per quanti caddero combattendo – contro il Regno – per l’indipendenza dell’Irlanda. Il presidente-poeta non avrebbe potuto scandire come ha fatto il desiderio e l’augurio che quella intrapresa sia una strada ”durevole”: ”I nostri Paesi devono essere immensamente orgogliosi per i progressi nella pace in Irlanda del Nord – ha detto nel discorso dai toni solenni -, di certo altra strada deve essere percorsa, la strada di una durevole riconciliazione, e i nostri due governi hanno una responsabilità condivisa nell’incoraggiare e sostenere chi deve completare il viaggio per arrivare a una pace permanente e costruttiva”. E, ancora, la consapevolezza di ”un’impresa” un tempo ritenuta fuori dal mondo: ”Mi trovo qui in un momento in cui le relazioni fra le nostre due isole hanno raggiunto una vicinanza e un calore che una volta sembravano impossibili”. Parole non scontate, anche se del tempo è passato dal culmine dei Troubles, da quelle morti. Higgins non lo nasconde, prima di partire da Londra aveva riconosciuto che ”i ricordi sono molti e dolorosi” e che disfarsene così, come se niente fosse stato, sarebbe un errore. Lui però può fare la sua parte, adesso. (Anna Lisa Rapanà/Ansa)

 

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