Immigrazione: boom sbarchi. 4mila in 48 ore, un morto

ROMA. – Quattromila migranti soccorsi nelle ultime 48 ore (anche un morto), 15mila dall’inizio dell’anno. “E ci aspettano – avverte il ministro dell’Interno, Angelino Alfano – sei mesi difficilissimi”, con il bel tempo che favorisce le traversate. Il sistema di accoglienza sta già per scoppiare ed una circolare è stata inviata ai prefetti affinchè cerchino strutture dove ospitare gli stranieri. Ma, è il messaggio che il titolare del Viminale manda all’Europa, “non possiamo accogliere tutti”. Polemica con la Lega. Il ministro definisce l’emergenza “sempre più grave” e ricorda che “quando ho parlato di 600mila migranti pronti a partire dall’Africa, si tratta di una stima per difetto”. La situazione in Libia è infatti assolutamente fuori controllo. Non ci sono interlocutori istituzionali affidabili con cui parlare e le bande di miliziani che gestiscono i traffici di uomini spadroneggiano organizzando le partenze. Facilitati in modo perverso anche dall’operazione Mare Nostrum che porta le navi italiane a soccorrere le carrette del mare a ridosso dalle coste libiche. Ormai i barconi, nota Alfano, “lanciano le richieste di soccorso già 30-40 miglia dopo aver lasciato le coste della Libia”. Sapendo di essere recuperati dai mezzi di Marina Militare, Guardia Costiera e Guardia di Finanza. Ancora una volta il ministro rivolge quindi un appello all’Unione Europea, che “deve prendere in mano la situazione, non può dire che, avendo dato 80 milioni di euro a Frontex, ha risolto il problema. Noi da ottobre ad oggi abbiamo salvato oltre 10 mila vite, siamo campioni del mondo accoglienza, ma non possiamo accogliere tutti”. Anche perchè molti dei migranti soccorsi dalle motovedette italiane in realtà non vogliono stare in Italia, ma spostarsi in altri Paesi europei dove hanno parenti ed appoggi. “Dobbiamo – spiega – accelerare le procedure per espellere chi non ha titolo a stare in Italia ed accogliere chi ha diritto all’asilo. Ma l’Europa deve consentire a chi vuole andare fuori dall’Italia di farlo: gli altri Paesi europei se li devono prendere perché lì vogliono andare”. Ormai, aggiunge, “la grande parte dei migranti sbarcati sono richiedenti asilo. C’è stato un cambiamento del profilo: non c’è prevalenza dei migranti economici, ma di richiedenti asilo che non vogliono neanche stare in Italia”. Il ministro attacca poi la Lega che da giorni lo ha preso di mira dopo l’impennata degli sbarchi e l’abolizione del reato di clandestinità. Al segretario della Lega Nord Matteo Salvini, dice, “ricordo che il record di migranti si è registrato nel 2011, dopo che era stato approvato il reato di immigrazione clandestina. Io non credo che per avere l’1% in più alle elezioni si possano far morire persone in mare”. Replica a stretto giro lo stesso Salvini: “Caro Alfano, ti pagano lo stipendio per difendere i confini, non per farci invadere da migliaia di disperati e delinquenti! Clandestino è reato!”. Ma critiche arrivano anche da sinistra. “Il governo italiano – dice il leader di Sel Nichi Vendola – giunge completamente impreparato all’appuntamento, gestisce in maniera allarmistica ed emergenziale la questione dell’immigrazione e poi lancia vacui appelli all’Europa affinché si venga soccorsi, ma chi deve essere soccorso sono quelli che rischiano di finire travolti ed affogati nel Mediterraneo”. Da parte sua, il capo della polizia Alessandro Pansa, getta acqua sul fuoco. “I cittadini europei – osserva – devono sapere che l’immigrazione non è una minaccia alla loro sicurezza. I migranti non arrivano in Europa per violare le nostre leggi. A costringerli sono i criminali o le condizioni di povertà estrema in cui versano”. Pansa ricorda poi che “abbiamo come priorità la salvaguardia della vita dei migranti. Non possiamo consentire che nostri fratelli che vivono nella parte povera del mondo muoiano per rincorrere condizioni di vita migliori”, già troppi hanno trovato la morte nella traversata. (Massimo Nesticò/Ansa)

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