Il nunzio Aldo Giordano seguirà le trattative tra Governo e Opposizione

Pubblicato il 10 aprile 2014 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO – La notizia non ha destato sorpresa. Negli ambienti  vicino alla nunziatura apostolica in  Venezuela, già nei giorni scorsi, si assicurava  che il nunzio Aldo Giordano – da poco a Caracas in sostituzione di Pietro Parolin, ora Segretario di Stato del Vaticano – sarebbe stato incaricato di seguire a nome del Vaticano le trattative in Venezuela tra il governo e l’opposizione. Le dichiarazioni del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, interpellato sull’argomento, hanno solo confermato ufficialmente ciò che era “vox populi”.

E mentre si spera che dal dialogo Governo e Opposizioni, oggi in trincee radicalmente opposte, possa uscire un accordo che restituisca almeno in parte la pace nel Paese, in strada continuano a innalzarsi barricate.

Le proteste, infatti, non tendono a scemare e neppure gli arresti. Nel week-end, è stato arrestato ma è già a piede libero, il giovane italo venezuelano Gerardo Nicola Pezzuti Cozzolino. Il giovane era stato catturato da Policarabobo durante una delle tante proteste che si susseguono giorno dopo giorno nel quartiere Trigal Sur e condotto alla Stazione di Polizia di “Navas Espinola”.

E’ stata, invece, arrestata ieri, ed è ancora in stato di fermo  presso il “Distaccamento Oeste-Caricuao” della Guardia Nazionale, la giovane italo venezuelana Kairolys Del Valle Migliore. Lo ha reso noto il direttore del Foro Penal Venezolano, Alfredo Romero, attraverso un twitter.

A quanto pare, la giovane, arrestata alle 4 del mattino, stava manifestando in una delle tante barricate che ormai quotidianamente s’innalzano nella capitale, soprattutto nei quartieri di classe media.

L’apertura al dialogo del presidente Maduro avviene circa due mesi dopo l’inizio delle proteste il cui bilancio, purtroppo, è di almeno 39 morti, centinaia di feriti e più di 2.000 arresti. La nostra Collettività non è estranea a quanto avviene nel paese. Ed infatti, è suo uno dei morti, il giovane Roberto Annese; e sono 36, stando alle stime ufficiali, i connazionali con doppio passaporto arrestati nelle ultime settimane. Il numero, però, cresce se ai connazionali arrestati, in possesso di doppio passaporto, si dovessero sommare i giovani figli di italiani, ma senza doppia nazionalità, catturati e rilasciati dalla polizia.

Nessuno dubita che si è aperto a Caracas un tavolo di dialogo  dal risultato ancora incerto; dialogo reso concreto e possibile solo dall’intervento esterno dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud) e, soprattutto, del Vaticano. A sottolineare il clima di tensione e di diffidenza che regna nel paese è la trasmissione in diretta delle conversazioni, che avvengono in presenza dei ministri degli Esteri della “troika” dell’Unasud (Brasile, Colombia ed Ecuador) e del nunzio apostolico.

Come era nelle previsioni, hanno disertato il tavolo negoziale i partiti e i movimenti più radicali dell’opposizione. Ad esempio, Volontà Popolare, il partito il cui leader, Leopoldo Lopez, è in prigione da quasi due mesi. Manca anche Maria Corina Machado, la pasionaria delle proteste espulsa dal Parlamento per aver tentato di denunciare la repressione governativa all’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), che ha sede a Washington.

 

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